La vecchia telemedicina e la nuova cultura eHealth eCare

Ricevo da uno dei migliori medici di famiglia d Bologna:

Ciao spero tutto bene, ti invio questa news di un lavoro che non mi convince , hai bibliografia in merito ? Sotto dei lavori che non dicono le stesse cose.

Pazienti cronici, telemedicina bocciata rispetto a cure standard
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23520339
Rispetto a un supporto standard e al trattamento di pazienti con patologie croniche, la telemedicina non sembra rappresentare un’aggiunta conveniente in termini di costo/beneficio. Lo sostiene una ricerca condotta da un team di studiosi britannici guidato da Catherine Henderson, della London School of Economics and Political Science; tale ricerca fa parte di uno dei più vasti studi sulla telemedicina mai effettuati, denominato “Whole Systems Demonstrator Trial”. In questa analisi il gruppo di Henderson ha esaminato i costi e il rapporto costo/efficacia della telemedicina rispetto a un trattamento convenzionale lungo un periodo di 12 mesi in 965 pazienti affetti da cronicità, quali scompenso cardiaco, broncopneumopatia cronico ostruttiva (Bpco) o diabete. Dei 965 partecipanti, 534 hanno ricevuto apparecchiature di telemedicina, (quali ?) mentre ai rimanenti 431 sono state offerte cure tradizionali. I risultati hanno tenuto conto dei costi sia sanitari sia per l’assistenza sociale. Il costo per anno di vita corretto per la qualità (Qaly), calcolato quando il supporto di telemedicina era aggiunto alla terapia tradizionale, si è attestato a 92 mila sterline ( ma la tecnologia non può essere riciclata ad altri pazienti ?): una cifra molto al di sopra della soglia di costo/efficacia fissata dall’UK National institute for health and clinical excellence (Nice) in 30 mila sterline fissata, e tale da rendere bassa (11%) la probabilità di un rapporto costo/efficacia favorevole. La situazione non è migliorata anche ipotizzando uno scenario ideale, con una forte riduzione dei costi delle apparecchiature (pari all’80%) e un’operatività massimale dei servizi di telemedicina. «Il guadagno di Qaly per il paziente usando la telemedicina in aggiunta alle cura standard è simile a quello di chi non usa la telemedicina» concludono gli autori «e i costi totali per l’intervento di telemedicina sono superiori». Questo studio, va sottolineato, è pubblicato a distanza di un mese da un altro lavoro secondo cui, sempre nei pazienti cronici, la telemedicina non migliora la qualità della vita.

http://www.bmj.com/content/344/bmj.e3874

http://www.nuffieldtrust.org.uk/publications/impact-telehealth-use-hospital-care-and-mortality

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3169462/

Rispondo:

La telemedicina, come il tele soccorso, rappresentano una cultura medica pre-Internet, piena di vecchi lambicchi.. Oggi bisogna parlare di e-Care e e-Health, cioè di servizi strutturati in rete Internet (come SOLE) legati all’uso del Fascicolo Sanitario Elettronico e degli altri e-Services di rete. L’assistenza Home Care con servizi eCare (si veda in particolare l’esperienza delle Ausl di Bologna e Ferrara) rappresenta la frontiera tecnologica e organizzativa più avanzata. Per conto del Ministero della Sanità ho diretto una ricerca ( Osservatorio Nazionale delle Reti e-Care e della Telemedicina) tra gli anni 2005 – 2010, rintracciabile in Internet, attraverso la quale sono state monitorate centinaia di esperienze italiane e estere.
Purtroppo permane un’arretratezza culturale negli studiosi di sanità (perfino in quelli inglesi della London School of Economic! un tempo aggiornati e attenti alle innovazioni) che sorprende.

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