Parte la Scuola di Welfare del Comune di Bologna: allo studio i ‘modelli’. I maggiori studiosi del welfare italiano saranno a Bologna tra novembre e giugno.

Parte la Scuola di Welfare del Comune di Bologna: allo studio i ‘modelli’. IÈ la prima scuola di Welfare di Comun maggiori studiosi saranno a Bologna tra novembre e giugno.Oggi conferenza stampa a Palazzo D’Accursio. Nella foto Ivo Colozzi, Mauro Moruzzi Giuliano Barigazzi, Ambrogio Dionigi, Stefania Pellegrini.

Così l’Agenzia Dire. DIRE) Bologna, 17 ott. – Sul tema del welfare “finalmente stiamo costruendo un luogo di pensiero e ne abbiamo bisogno”, per avviare una riflessione che sia “disconnessa dalla ricerca del consenso facile e immediato” e rispondere cosi’ “alle sfide demografiche ma anche culturali, sociali e di diversificazazione della domanda che abbiamo davanti”. Cosi’ l’assessore al Welfare del Comune di Bologna, Giuliano Barigazzi, presenta il programma 2018-2019 della Scuola Achille Ardigo’ istituita da Palazzo D’Accursio (tramite l’Istituzione per l’inclusione sociale e comunitaria) insieme all’associazione che porta il nome del sociologo. L’obiettivo e’ mettere in campo “riflessioni che poi devono essere tradotte in politiche pubbliche e strumenti di innovazione”, sottolinea in conferenza stampa Barigazzi. Questo all’insegna di un “pensiero piu’ denso e piu’ lungo, meno legato all’emotivita’ del momento”, dichiara l’assessore, perche’ solo cosi’ si puo’ “capire quale livello di convivenza riusciremo ad avere nel futuro delle nostre citta’. Un tema all’ordine del giorno anche per Bologna”. Per farlo e’ necessario “puntare sul tema dei diritti dei cittadini e sulla loro partecipazione”, conclude Barigazzi, perche’ bisogna pensare alla “costruzione di un welfare che o sara’ di comunita’ o non sara’”. Quella di costituire “un centro studi sui modelli di assistenza e’ stata una decisione molto lungimirante che noi e l’Universita’ abbiamo accolto con grande interesse- dichiara Mauro Moruzzi, presidente del Comitato tecnico-scientifico della Scuola- perche’ si tratta di attuare una riflessione completa sui modelli di sviluppo dei sistemi di assistenza italiani e in particolare locali, che vanno rivisti dal lato dei bisogni della gente e dei diritti dei cittadini”. (Pam/ Dire) 

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