2016 Ott
12

Di seguito le slide della sua relazione al Meeting Point di CUP 2000 per i vent’anni della società.

scritto da Mauro Moruzzi

2016 Apr
06

L’ha deciso la Giunta Regionale. È un progetto importante di welfare elettronico, ma vanno conosciuti i contenuti per avere garanzie d’innovazione e di tutela dei cittadini.

Image-1Agenzia Dire: “L’uscita da 8 società partecipate, di cui verranno dismesse le quote, e la riduzione da 7 a 4 delle società in house, con la fusione fra Ervet e Aster e quella fra Lepida e CUP 2000 volte a far nascere due poli specializzati: il primo su valorizzazione dei territori, ricerca e ambiente; il secondo sullo sviluppo dell’ICT regionale. È quanto prevede il piano di riordino delle società in house e delle partecipazioni societarie che sarà approvato dalla Giunta regionale nella prossima seduta e che con il dimezzamento complessivo delle partecipate (da 24 a 13 fra società in house e partecipazioni, oggi 17) porterà a risparmi per 9 milioni di euro e a un’entrata fino a 11 milioni dalla vendita delle quote oggi in capo alla Regione.

“La nostra è una scelta strategica chiara”, afferma il sottosegretario alla Presidenza della Giunta, Andrea Rossi, nel corso della conferenza stampa di presentazione del piano, insieme agli assessori regionali Emma Petitti (Riordino istituzionale), Palma Costi (Attività produttive), Patrizio Bianchi (Lavoro) e Sergio Venturi (Sanità). “Dall’attuale sistema delle partecipate – prosegue – dovranno nascere due società, una attiva sulle tecnologie dell’informazione e il digitale e l’altra sull’attrattività dei nostri territori. Inoltre, andiamo verso una razionalizzazione e semplificazione molto forti attraverso un piano di dismissioni che porterà all’uscita della Regione da otto società, di cui metteremo in vendita le quote. Non vi erano obblighi a ridurre, dismettere o accorpare, non avendo le attuali società bilanci in rosso o essendoci palesi inutilità. Viceversa – chiude Rossi – fatte le necessarie analisi e verifiche, abbiamo deciso di riorganizzare il sistema regionale delle società partecipate per renderlo ancor più efficace e competitivo”.

“Si apre ora un percorso di confronto e condivisione con gli altri soci, gli organi sociali e le organizzazioni sindacali – spiega l’assessore Emma Petitti – un percorso che passerà per decisioni tecniche legate alle fusioni e alla cessione delle quote e per modifiche normative, penso soprattutto all’intervento sulle leggi regionali costitutive delle attuali società. Il tutto per arrivare entro la fine del 2016 al programma operativo per l’attuazione del piano di riordino. In questo primo anno di legislatura abbiamo valutato la situazione di 24 fra società in house e partecipate – sottolinea Petitti – verificando l’esistenza di eccellenze e alte professionalità: la riorganizzazione che presentiamo oggi, che non metterà a rischio un solo posto di lavoro, vuole rafforzare l’efficacia di un sistema che deve essere messo nelle condizioni di contribuire ancor di più a elevare il tasso di innovazione dell’Emilia-Romagna e della Regione. Rappresenta dunque – chiude l’assessore – un altro importante tassello, che va ad aggiungersi al lavoro svolto sul riordino istituzionale, le agenzie, la riorganizzazione dell’ente Regione e che punta a semplificare, efficientare e rendere più competitivi il nostro sistema istituzionale”.

“Abbiamo sistema fieristico pari a Milano”, aggiunge l’assessore Palma Costi. “Il sistema di aggregazione ci aiuterà a competere sul livello europeo e internazionale. È una sfida che andrà a supporto della vocazione all’internazionalizzazione del nostro sistema produttivo, che stiamo sostenendo con politiche specifiche. In questo progetto strategico di riordino la partecipazione della Regione Emilia-Romagna a Piacenza Expo verrà ridisegnata nel quadro del nuovo assetto societario per il quale ci stiamo confrontando con i soci”.

Per tutte le società, in parallelo ai processi di fusione e dismissione, saranno unificate le funzioni trasversali e cioè amministrazione, gestione del personale, controllo di gestione, servizi rendicontali, legali, comunicazione e relazioni esterne. Quanto ai risparmi calcolati, 5 milioni di euro sono legati alla riduzione dei costi di gestione e 4 milioni arriveranno dalla riduzione della dipendenza dai finanziamenti regionali. A essi si aggiungono gli 11 milioni di valore delle quote che verranno dismesse.

Le società in house
Viene dunque decisa la fusione in nuovi soggetti societari di Lepida e CUP 2000 da un lato, e di Aster e Ervet, dall’altro. Per FER (Ferrovie Emilia-Romagna) e APT sarà attuato un percorso di riordino specifico, mentre sarà dismessa la quota della Regione in Finanziaria Bologna Metropolitana (FBM).
Per quanto riguarda la fusione tra Lepida e CUP 2000 e tra Ervet e Aster, l’obiettivo è aggregare le società che, per oggetto sociale e attività, presentano le maggiori attinenze, garantendo i servizi e superando le sovrapposizioni riguardanti la progettazione e sviluppo di piattaforme e servizi ICT (Lepida-CUP 2000) e l’analisi economica, progettazione o gestione dei fondi Ue (Ervet-Aster).
In particolare, la nuova società che nascerà dalla fusione di Lepida e CUP 2000 darà vita ad un polo unico dell’ICT (Information and communication technology)  regionale, con una linea di alta specializzazione nello sviluppo tecnologico e l’innovazione in sanità. È escluso l’assorbimento in essa del settore strategico dei servizi di prenotazione delle prestazioni sanitarie: è infatti allo studio la trasformazione di CUP 2000 in una società consortile composta dalle aziende sanitarie che attualmente ricevono i servizi, con l’obiettivo di dare continuità alle attività per le aziende e i cittadini e di garantire i livelli occupazionali.
Visto il criterio di “stretta necessità al perseguimento delle finalità istituzionali della Regione”, per FER e APT si manterranno invece gli assetti societari attuali: in entrambe proseguirà però la riorganizzazione interna già avviata e il processo di unificazione delle funzioni trasversali (personale, approvvigionamenti e contratti pubblici, prevenzione della corruzione e trasparenza).”

scritto da Mauro Moruzzi

2014 Gen
11

https://www.facebook.com/giulemanidalcup?ref=ts&fref=ts

scritto da Mauro Moruzzi

2013 Nov
22

Leggo il commento di ieri al mio Blog del 1 novembre di un gruppo di lavoratori del Cup.
In questi giorni diversi lavoratori si sono rivolti, a vario titolo, alla direzione generale di Cup 2000 preoccupati delle incertezze sulla stabilità del posto di lavoro e sul futuro della loro attività. Ho precisato ieri in un comunicato interno che ” l’ Azienda non ha assunto alla data odierna nessuna iniziativa di scorporo, smembramento, liquidazione o riduzione di linee produttive, tantomeno di dismissioni di servizi di interesse per i cittadini. Ogni decisione sulle modalità di attuazione delle Linee di Indirizzo, approvate dall’Assemblea dei Soci il 1 ottobre 2013, è subordinata ad un Piano Operativo, predisposto da apposita commissione nominata dai Soci e dalla Direzione Generale dell’azienda, poi vagliato dal Comitato di Pilotaggio – che comprende aziende e istituzioni – e infine approvato dal Consiglio di Amministrazione della società stessa. Ogni anticipazione o divulgazione di notizie relative a internalizzazione, dismissione o passaggio di personale o di messa in discussione della integrità aziendale che venga diffusa al di fuori del percorso istituzionale sopra illustrato, risulta priva di ogni fondamento. Questa Direzione Generale si riserva di informare puntualmente i dipendenti aziendali delle decisioni che verranno assunte dagli organi competenti. L’azienda e tutti i suoi dipendenti sono tenuti a garantire il massimo impegno per gli importanti servizi ai cittadini e per la realizzazione dei progetti di innovazione che da sempre contraddistinguono CUP 2000, pur comprendendo il momento particolare che lavoratori e management stanno vivendo”.

scritto da Mauro Moruzzi

2013 Ott
04

Molti cittadini e molti dipendenti di Cup2000 mi scrivono e mi telefonano in questi giorni per conoscere il mio parere sulle decisioni assunte il 1 ottobre dall’Assemblea dei Soci rispetto al futuro dell’azienda.
Come hanno riportato anche i giornali, il documento approvato dai Soci prevede un sostanziale ridimensionamento della Società nell’ordine di diverse centinaia di dipendenti e uno scorporo di rami aziendali produttivi, tra cui quello di gestione del Cup di Bologna per le prenotazioni delle visite e degli esami. L’azienda gestiva il servizio Cup Metropolitano di Bologna dal 1996, anno della fondazione della Società. Prima della nascita di Cup2000 Spa il Cup bolognese – inaugurato nel gennaio 1990- era gestito dal Comune di Bologna; ora passerebbe alle Aziende sanitarie locali.
Il documento dei Soci esprime – come per altro hanno ribadito gli interventi dei rappresentanti degli stessi Soci in Assemblea – un giudizio positivo sull’attività svolta da Cup2000 in questi anni e sulle sue realizzazioni, a partire dal Fascicolo Sanitario Elettronico e afferma che l’occupazione va garantita.
Indica però un percorso molto diverso da quello ipotizzato nei mesi scorsi dal Consiglio di Amministrazione e che prevedeva uno sviluppo industriale dell’azienda nell’ambito della crescita di un polo della sanità elettronica bolognese, con possibilità, in futuro, di accedere anche a capitali di investimento della Borsa, come per altro suggeriva uno studio affidato dall’azienda alla Merchant Bank di Unipol.
In questo nuovo percorso sono previste valorizzazioni importanti rispetto all’attività progettuale della Società in una dimensione regionale, assieme, come ricordavo, ad altrettanto importanti dismissione verso la sanità pubblica e il mercato.
Il documento inoltre prevede la messa a punto di un piano attuativo delle direttive entro novembre.
Alla luce di questi indirizzi, totalmente nuovi, è necessario – come ho detto ai dirigenti e ai dipendenti di Cup2000 in questi giorni – dare innanzitutto continuità al lavoro e all’impegno per la realizzazione dei grandi progetti di valore economico e sociale per cui l’azienda sta lavorando.
Nel contempo occorre una pausa, sia pur breve, di riflessione per meglio comprendere il futuro che ci attende.

scritto da Mauro Moruzzi

2013 Set
02

Domani, alle 18.30, confronto sul futuro di Cup2000 e del polo della sanità elettronica bolognese alla Festa dell’Unità di Bologna con parlamentari, assessori e sindacalisti
Giovedì, 9.30, audizione, sullo stesso argomento, con la Commissione Consigliare del Consiglio Provinciale

scritto da Mauro Moruzzi

2013 Lug
21

Cup2000 SPA è la più grande azienda di sanità elettronica dell’Emilia Romagna, ha 600 dipendenti e un notevole indotto occupazionale e ha sempre chiuso i propri bilanci in attivo, in particolare nel 2012. Non è minimamente in crisi e potrebbe crescere ancora. Non si può giocare sul futuro di questa importante realtà industriale bolognese, che sta realizzando il Fascicolo Elettronico del cittadino e garantisce trasparenza in sanità con il Cup, con informazioni prive di fondamento. Ecco la mia lettera pubblicata oggi dal Resto del Carlino:

20130721-083704.jpg

scritto da Mauro Moruzzi

2013 Lug
04

Oggi incontro con le Organizzazioni Sindacali in Prefettura. I Sindacati vogliono conoscere il futuro dell’azienda, i tempi di approvazione del Piano Industriale da parte dei Soci e le prospettive occupazionali di Cup2000. Abbiamo riferito che il Consiglio di Amministrazione ha fornito ai Soci un documento articolato sulle prospettive industriali di Cup 2000. Questo documento è stato aggiornato recentemente acquisendo uno studio effettuato da una tra le più qualificata Merchant Bank italiane. La società, anche grazie alla sua particolare ‘filiera produttiva’ fatta di tecnologia avanzata e di servizi ai cittadini, è classificata tra le più interessanti realtà industriali della sanità elettronica italiana. Il confronto con le Organizzazioni Sindacali dei lavoratori sarà certamente un’occasione importante per delineare il futuro all’azienda e del polo industriale della sanità elettronica bolognese.

scritto da Mauro Moruzzi