2017 Gen
19

Vaccinare il proprio figlio è un Diritto del Cittadino.

Oggi su La Repubblica-Bologna un cittadino ha avuto la fortuna di far sentire la propria voce in prima pagina su un diritto (sacrosanto) di vaccinare la propria figlia. Questo diritto viene leso da una procedura burocratica assurda, messa in atto dal’Azienda Sanitaria, che consiste principalmente nello scaricare le responsabilità sul Cup. Le vaccinazioni dovrebbe essere tutte inserite nel Fascicolo Sanitario Elettronico del cittadino (non è così perché ogni ASL e la Regione hanno sistemi informati sulle vaccinazioni vecchi che non dialogano con la rete che genera il FSE), prenotabili a Cup e disponibili presso il medico di famiglia. La sanità pubblica deve essere ripensata ‘dal lato del cittadino’ come chiedeva Achille Ardigò. Ne parleremo alla Scuola dei Diritti dei Cittadini che inizierà il 16 febbraio all’Università di Bologna (inscrizioni su www.associazioneachilleardigo.it).

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scritto da Mauro Moruzzi

2017 Gen
19

Da eSanit@

Consip e Assinter assieme per diffondere l’FSE in Italia

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scritto da Mauro Moruzzi

2017 Gen
17

Il futuro prossimo della sanità : sempre connessi. 

La sanità si trasformerà da reattiva (quella delle medicine che curano le malattia quando arrivano) a pro-attiva (quella che le cura prima). Per fare questo occorrono una massa enorme di dati sull’assistito, ovviamente dematerializzati in bit. A questo serve l’eHealth è il Fascicolo Sanitario Elettronico , ma quasi tutti gli amministratori della sanità, indipendentemente dalla loro appartenenza politica, non l’hanno capito e continuano a ragionare in termini di razionalizzazione e non di innovazione. Ecco un esempio indicato da La Repubblica di ieri:

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scritto da Mauro Moruzzi

2017 Gen
16

“Da Solo a Difendere i Propri Diritti”

Riproduco  qui il bell’articolo di Mauro Alberto Mori apparso oggi sul Blog dell’Associazione Achille Ardgò Blog Associazione Achille Ardigò

Da solo a difendere i propri diritti. Da solo a reclamarli. Da solo, spesso, ad arrangiarsi per sopperire alla loro mancanza.Il cittadino, all’alba del terzo millennio, riscopre la precarietà. Precarietà in molti sensi, anche e soprattutto precarietà dei diritti. Quelli che pensavamo aver conquistato una volta per tutti. Quelli che sono scritti in Costituzione. Quelli che, noi occidentali del secolo ventunesimo, abbiamo dato per scontati. Quelli che spesso, senza accogersene, sono entrati nel nostro modo di vita. Ma non è più così. La lunga storia dei diritti crescenti si è come interrotta. E, come sempre accade in questi casi, quando ci si ferma, si arretra. Sociologi e storici potranno essere molto più precisi e chiari in questa ricostruzione. Lasciamo agli esperti le doverose analisi su questo fenomeno. Accontentiamoci, in questo breve scritto, di qualche considerazione molto concreta.I tre temi messi sotto i riflettori dall’Associazione Archille Ardigò per la Scuola dei diritti, sono un bel campo di analisi. Salute, lavoro giovanile e assistenza agli anziani sono argomenti da far tremare i polsi. Ma il problema, per dirla un po’ brutalmente, è diventato quello che si è sintetizzato all’inizio: il cittadino è sempre più solo. Abbandonato dalle Istituzioni, abbandonato dai partiti. Con un’aggravante: abbandonato da Istituzioni governate da forze di centro, di sinistra, o comunque moderate e non da forze ideologicamente ispirate da idee conservatrici o liberal spinte. Abbandonato anche dai partiti di sinistra. Anzi, soprattutto dai partiti di sinistra. Diciamocelo: il Pd ha lasciato solo il cittadino orfano dei suoi diritti. (La parola diritti non è senz’altro tra le più presenti nel vocabolario del segretario del Pd, è un concetto quasi sconosciuto nei discorsi dell’ex premier, e la politica dei bonus è, se ci riflettiamo, proprio il contrario di una politica per i diritti dei cittadini).Anche in questo caso stiamo ai fatti concreti. Istituzioni con bilanci sempre più striminziti, anziché pensare a nuove soluzioni, anziché sperimentare strade innovative, nella maggior parte dei casi hanno avuto buon gioco a tagliare sui diritti (primari, come quelli di cui sopra) dei cittadini. È comprensibile. È la via più facile. Ma non promette un bel futuro.E i partiti, quello che resta dei partiti, quello che resta dei partiti di sinistra, hanno fatto di peggio: hanno abbandonato il campo. “Disrespect invites disrespect” ha scandito Meryl Streep dal palco dei Golden Globes. Un grande discorso politico da una grande attrice. Si riferiva a Trump e alla mancanza di rispetto per un handicappato. Ma lo possiamo adattare alla nostra situazione: la mancnza di diritti produce mancanza di diritti. Cioè: una sinistra disattenta ai diritti dei cittadini non può che produrre una società ancor più insensibile e quindi diseguale. E’ opportuno ricordare che il partito, e nel nostro caso soprattutto il Pci e la Dc, avevano anche il compito di non lasciare solo il cittadino. Avevano un ruolo attivo nella società almeno su due punti: con la politica per cercare di portare le esigenze degli strati più deboli della popolazione nelle istituzioni e con la loro capillare diffusione che era un supporto al cittadino.L’arretramento su queste due vitali questioni della vita sociale lascia il cittadino sempre più solo. Quando ti si presenta il problema – un esame medico particolare, un ragazzo che cerca lavoro, un anziano da assistere – non sai a che campanello suonare. Non sai a chi rivolgerti. È chiaro, al nord, in Emilia, non siamo a zero. Ma quello che importa annotare, quello che bisogna sottolineare, è che stiamo arretrando. Istituzioni sempre più chiuse e sempre più a corto di risorse. Partiti sempre più autoreferenziali, centri di potere fine a se stesso. Questi sono i due fenomeni che alimentano quella solitudine. Qualcuno potrebbe dire che non è questo il compito dei partiti. Invece lo è. Lo è sicuramente per una partito di sinistra. Ma non lo fa più. Ci si mette assieme anche per far valere i propri diritti. Ma se quando si suona al citofono per reclamare i propri diritti neppure al citofono del Pd nessuno risponde, il panorama è preoccupante e il futuro per nulla incoraggiante. Diritti, dignità (delle persone) e democrazia sono le “tre D” sulle quali la sinistra non può arretrare. Tre D per le quali vale la pena fare una battaglia.Nella battaglia per i diritti sarà fondamentale la volontà di riprendersi un ruolo da parte dei partiti. Ma ancor più importante sarà il ruolo da far giocare alle nuove tecnologie. È vero che il web ha grandi potenzialità e potenziali pericoli. Ma all’alba del 2017 è un supporto indispensabile per garantire i diritti del cittadino. Una affermazione addirittura banale che però, come possiamo constatare quotidianamente, stenta a far breccia nelle nostre Istituzioni. Pensiamo appunto ai tre settori citati sopra (salute, lavoro e assistenza) e riflettiamo sui ritardi che in questi campi ci sono stati anche nella “avanzatissima” Emilia. Il web può portare i diritti a casa di tutti. Ma sul web devono viaggiare anche le rivendicazioni dei cittadini. Innovare la fornitura di servizi, vale a dire andare meglio incontro ai diriti dei cittadini. Ma anche il reciproco, cioè utilizzare il web per scoprire quali sono le esigenze, i nuovi diritti, dei cittadini nel mondo digitale. Questa dunque può essere la sfida che, insieme, Istituzioni e partiti possono e debbono accettare. Forse è la strada vera per battere i populismi (nostrani e internazionali).

Mauro Alberto Mori

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scritto da Mauro Moruzzi

2017 Gen
13

Sta avendo un grande successo di adesioni la Scuola dei Diritti dei Cittadini Achille Ardigo. Tante richieste di iscrizioni alla email Associazione Achille Ardigò. L’appuntamento per la Lezione Magistrale dell’Arciverscovo di Bologna Matteo Zuppi, di inaugurazione del corso, è per giovedi 16 febbraio all’Università di Bologna (Strada Maggiore 45, Aula del Dipartimento di Sociologia, ore 15). Interverrà il Magnifico Rettore Francesco Ubertini. Per la prima volta si apre a Bologna, e forse in Italia, una ‘Scuola’ per i Diritti dei Cittadini. 

http://www.associazioneachilleardigo.it/news/scuola-ardigo-dei-diritti-dei-cittadini-un-successo/

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scritto da Mauro Moruzzi

2017 Gen
12

La metà dei Bolognesi si cura mena. È non è vero che ‘fa bene’ curarsi meno come dice qualche ‘manager’ della sanità. Il diritto alla salute e quindi alla cura è oggi meno tutelato. Anche fasce di ceti a medio-reddito (due-tremila mula euro a nucleo familiare) hanno problemi per l’alto costo delle medicine ma anche delle cure, sempre più offerte in libera professione medica, cioè a pagamento, anche nel servizio pubblico. Se ne parlerà alla Scuola dei Diritti dei Cittadini Achille Ardigo che inizia il 16 febbraio a Bologna. Foto: Ieri su la Repubblica-Bologna.

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scritto da Mauro Moruzzi

2017 Gen
10

Nel 2016 la quota di famiglie che usa Internet mediante banda larga sale al 67,4% dal 64,4% del 2015. I giovani lo utilizzano al 91%, ma la crescita è significativa anche tra i 60-64enni (da 45,9% a 52,2%). Negli ultimi 3 mesi l’85,8% delle persone ha utilizzato contenuti web e il 57,8% accede almeno a un social network; un terzo ha pubblicato sul web contenuti di propria creazione.(ISTAT). Solo la burocrazia della pubblica amministrazione continua a mandare certificati di carta e non dialogare con i cittadini attraverso internet, fatta eccezione, forse, per le tasse. È sconcertante che l’organizzazione pubblica sia enormemente arretrata tecnologicamente e culturalmente rispetto alle famiglie. Sarebbe come, fatto un confronto con l’organizzazione economica, il mio garage avesse una attrezzatura tecnologica migliore delle officine Fiat o Wolksfagen!

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scritto da Mauro Moruzzi

2017 Gen
05

2017, Bologna. Sarà l’Anno Ardigoiano dei Diritti dei Cittadini: diritto alla cura in tempi certi, all’assistenza per gli anziani soli, al lavoro per i giovani. 

La Scuola di Sociologia del Welfare Achille Ardigò organizza, con il patrocinio dell’Università di Bologna, un corso (gratuito) di 13 lezioni (inizia il 16 febbraio, termina il 23 novembre), con interventi del Magnifico Rettore Francesco Ubertini, dell’Arcivescovo Matteo Zuppi, del Sindaco Virginio Merola, del Presidente della Regione Stefano Bonaccini, degli Assessori al Welfare Elisabetta Gualmini e Luca Rizzo Nervo, di autorevoli sociologi e giuristi dell’Università e altre voci importanti della città. Laboratori Tematici Autogestiti permetteranno l’incontro con studiosi del pensiero sociologico e gruppi di volontariato attivi per i diritti dei cittadini, sui temi della sanità e delle liste di attesa, del Care Given, della soddisfazione degli utenti, del pensiero sociologico, dei social streeet.

La Scuola intende contribuire alla formazione di una moderna cultura del rispetto dei diritti dei cittadini, spesso assente nei sistemi politici, istituzionali, economici e nell’organizzazione del welfare pubblico. La crisi economica e finanziaria dell’ultimo decennio ha aggravato questi fenomeni di autoreferenzialità sistemica, anche in luoghi a forte tradizione democratica e partecipativa. Spesso la persona è sola davanti a problemi esistenziali di salute, di assistenza, di accesso al lavoro, priva di reali poteri, di punti di riferimento e ascolto per il rispetto dei propri diritti, anche di quelli sanciti dalle leggi dello stato. La risposta deve essere soprattutto culturale, per formare una nuova etica del rispetto dei diritti dei cittadini nei comportamenti politici, istituzionali ed economici. 

Per fare domanda di iscrizione alla Scuola dei Diritti è sufficiente riempire un modulo on line in Domanda di iscrizione o scrivere a  Associazione Achille Ardigò

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scritto da Mauro Moruzzi