2016 Dic
09

Ci hanno sempre detto che le lunghe liste di attese in sanità sono fisiologiche, praticamente impossibili da eliminare, che in tutta Europa è così (cosa non vera),ecc., ecc.. Almeno questo ci ha sempre raccontato la burocrazia sanitaria. Qualcuno sta dimostrando che questo paradigma è falso e che le liste di attesa sono solo il frutto di una gestione burocratica della sanità. Che si può investire in innovazione e non solo in razionalizzazione. Alla Scuola Achille Ardigo dei Diritti dei Cittadini 2017 dimostreremo che “Zero Attesa” in sanità è possibile.

Zero Attesa in Sanità è possibile
PARTECIPA ALLA SCULA ACHILLE ARDIGO’ DEI DIRITTI DEI CITTADINI 2017

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scritto da Mauro Moruzzi

2016 Dic
02

                                   Calendario delle prime tre Lezioni:

 

Lezioni Magistrali:

 

Giovedì 16 Febbraio 2017, ore 15.00 Apertura del Corso

Saluto del Magnifico Rettore Francesco Ubertini

 Lezione Magistrale dell‘Arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi

 

Giovedì 2 marzo 2017, ore 15.00

Saluto del Presidente del Quartiere Santo Stefano Rosa Amorevole

 Testimonianza del Sindaco di Bologna Virginio Merola

 

Giovedì 23 marzo 2017, ore 15.00

Saluto del Presidente della Misericordia Marco Cevenini

Testimonianza del Presidente Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini

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scritto da Mauro Moruzzi

2016 Nov
21

           (ANSA) – ROMA, 18 NOV – Italia ancora troppo indietro nell’utilizzo della sanità digitale, strumento importante per migliorare le cure, produrre risparmi e facilitare l’accesso ai servizi da parte dei pazienti. Nell’Unione Europea siamo appena al 18/esimo posto su 28 Stati membri, al pari della Lituania, con un punteggio del 70% in meno rispetto alla prima classificata, la Danimarca. Lo rivela una classifica messa a punto da I-Com, l’Istituto per la competitività. In particolare, per descrivere il livello di adozione dell’eHealth nell’Unione europea, si è tenuto conto di quattro indicatori: pazienti che cercano online informazioni sulla salute; pazienti che prenotano visite mediche su internet; medici che inviano elettronicamente prescrizioni ai farmacisti; medici che usano il web per condividere dati sanitari. In cima alla classifica, dopo la Danimarca, si trovano Finlandia, Paesi Bassi, Estonia e Svezia. Ultime, poco sotto di noi, Bulgaria e Polonia. In Italia “un’importanza crescente va assumendo la mHealth”, ovvero le app per la salute, mentre “è ancora poco sviluppata” la telemedicina, che permette un’interazione diretta tra strutture sanitarie e pazienti. Permane inoltre una forte differenza regionale. Il Fascicolo Sanitario Elettronico è operativo solo in 7 regioni: Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Toscana, Sardegna e Puglia. Sul fronte della ricetta medica elettronica, la quota delle prescrizioni digitali è all’80%: ma in Calabria e nella provincia di Bolzano le quote sono molto basse. (ANSA). 

L’ostacolo principale alla creazione, in Italia,  di reti di accesso on line per i cittadini ai servizi sanitaria, è la burocrazia che svolge una funzione di ‘intermediazione’ tra medici curanti e cittadini utenti. Ci sono, ovviamente diversi tipologie di burocrazia: politica, manageriale, amministrativa e anche sanitaria. In Italia, dopo la crisi di rappresentanza della classe politica – ovviamente le eccezioni non mancano – è quella più  antica delle baronie mediche, si è dato grandi poteri a questo ‘strato intermedio’.  La concezione burocratica dell’informatica e in generale della dematerializazione in sanità, è basata sul ‘controllo’: controllo dei costi e quindi controllo dei medici e – come direbbe Luhmann – delle ‘aspettative ‘ del cittadino. Questa cultura è agli antipodi di Internet e del web e quindi frena il passaggio della sanità alla nuova era dell’Alta Comunicazione. L’antidoto è dare più potere alle rappresentanze dei diritti dei cittadini ( empowerment) e ai medici curanti , cioè ai medici di famiglia e agli specialisti. Qualcuno storce il naso, ma è la ricetta giusta e non ci sono altre strade. 

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scritto da Mauro Moruzzi

2016 Nov
11

Oggi a Forum S@lute Milano: l’eHealth (FSE, Dossier Sanitario, Taccuino, Patient summar, Cartella Clinica Elettronica personalizzata, PDTA) serve per creare una sanità ad alta comunicazione di generazione internet, cioè una nuova cultura sanitaria: da una sanità reattiva – il vecchio modello – ad una pro-attiva, che interviene prima della malattia. Se non è così l’ICT torna ad essere supporto alla burocrazia del sistema sanitario. Assinter Academy 2017, con gli Innovation Lab sparsi per l’Italia e la rete Assinter delle aziende IcT in house delle Regioni ( e con il supporto di Politecnico, Bocconi, in collaborazione con Agid e Consip, ma anche delle maggiori industrie di eSanità) si mette al servizio di questo disegno per il Paese con un programma di Alta Formazione.

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scritto da Mauro Moruzzi

2016 Nov
11

Forum s@lute Milano

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scritto da Mauro Moruzzi

2016 Nov
10

Associazione Achille Ardigò

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scritto da Mauro Moruzzi

2016 Nov
09

Prime informazioni sulla Scuola dei Diritti dei Cittadini Achille Ardigò. Molti chiedono informazioni sulla Scuola Achille Ardigò dei Diritti dei Cittadini 2017. Presto verrà pubblicato il programma definitivo con importanti presenze sociali e istituzionali, oltre a quelle già annunciate. Il Corso, che si svolgerà in tre sedi (Università di Bologna Strada Maggiore 45, Quartiere Santo Stefano – Baraccano, Misericordia di Bologna di Strada Maggiore 13) prevede, a partire dal 16 febbraio (apertura con Lezione Magistrale dell’Arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi), lezioni mensili, di solito il primo giovedì di ogni mese (escluso agosto). Verrà rilasciato un attestato di partecipazione. Alcune lezioni saranno aperte al pubblico (come quelle del 16 febbraio, del 2 marzo, e la tavola rotonda finale), mentre altre saranno riservate agli iscritti. I laboratori con le associazioni di volontariato verrano tenuti principalmente al sabato mattina, anche se il calendario non è ancora definito.

Per iscriversi basta inviare una richiesta con nome, cognome e numero di telefono a 

associazioneardigo@gmail.com 

L’Associazione Achille Ardigò, Strada Maggiore 13, Bologna 7 novembre 2015

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scritto da Mauro Moruzzi

2016 Nov
05

I diritti dei cittadini sono sanciti dalle leggi della Repubblica italiana, a partire da quella costituzionale; dai documenti programmatici delle Regioni e dai regolamenti istitutivi della Città Metropolitana. Nonostante ciò, l’accesso ai servizi di interesse sociale seguono iter tutt’altro che lineari. Perfino l’accesso alle cure mediche non sempre è garantito nelle modalità previste dalla legge.Anche l’accesso ad altre forme di assistenza pubblica e al lavoro – in particolare per i giovani – all’istruzione e alla formazione, non sempre sono garantite al cittadino. Gli stessi diritti di partecipazione alla forme della vita democratica della città presentano aspetti critici su quali, a lungo, si soffermò lo studio e l’azione del sociologo Achille Ardigò.

In realtà questi diritti, sanciti dalle norme, dai piani e dai regolamenti, non sono tutelati e la loro infrazione non è quasi mai sanzionata in modo efficace. Inoltre, gli incentivi previsti per i dirigenti pubblici raramente fanno riferimento al rispetto dei diritti del cittadino; più frequentemente premiano l’aderenza alle previsioni di budget, quindi la capacità del dirigente di ridurre i costi e non solo gli sprechi. 

Per queste ragioni, ad esempio in ambito sanitario, secondo il Censis, nel 2016 11 milioni di italiani (2 milioni in più rispetto al 2012) hanno rinunciato alle cure per difficoltà ieconomiche e di accesso ai servizi.

Il problema ovviamente si aggrava in presenza di una popolazione anziana in rapido incremento – oltre 100.000 nella città Metropolitana Bologna – con redditi e capacità relazionali fortemente ridotte; di giovani che non riescono a inserirsi nel mercato del lavoro e nei centri della ricerca scientifica.

L’organizzazione sanitaria, che assorbe gran parte delle risorse umane e economiche riservate al sistema assistenziale pubblico (in Regione Emilia Romagna oltre il 70% del bilancio regionale, nell’Area metropolitana bolognese oltre il 50 % della spesa complessiva degli enti locali), è, poi, un settore a debole partecipazione democratica dei cittadini, i quali si trovano in serie difficoltà quando hanno un problema di tutela del diritto alla salute.

Diversa è la situazione rispetto ai servizi erogati dai Comuni e dai Quartieri – istituzioni elettive, a differenza delle Aziende Sanitarie, quindi più direttamente partecipate – ma anche qui sono in atto processi di razionalizzazione che indeboliscono le occasioni di partecipazione e controllo sociale.

La riduzione, poi, delle risorse per servizi pubblici contribuisce ad alimentare una spirale restrittiva dei diritti del cittadino, solo in parte attenuata da lodevoli iniziative di autentico volontariato sociale. Spesso al cittadino non resta, infatti, che il ricorso a forme di tutela ‘extraistituzionale’: il ricorso al volontariato di assistenza, la lettera al giornale, l’intrapresa di una difficile e costosa causa giuridica.

Non di rado il cittadino si sente solo di fronte ad un sistema che – come afferma il sociologo Niklas Luhmann – include tutti nella sua forma generale, per poi limitare o condizionare fortemente il singolo individuo nell’accesso alle strutture organizzative dello stesso sistema.

Molte iniziative sono state avviate per risolvere questi problemi in termini di continuità assistenziale, appropriatezza, semplificazioni, a cui, tra l’altro, Achille Ardigò e la sua scuola sociologica hanno dato, come si ricordava, un importante impulso di iniziativa.

L’alta comunicazione di Internet e del Web hanno prodotto soluzioni innovative – come quelle, in sanità, dei CUP (centro unificato elettronico di prenotazione), dell’eCare e del Fascicolo Sanitario Elettronico del Cittadino; o, in altri ambiti, dei social street – ma, nonostante la diffusione della Rete, resistenze burocratiche e incomprensioni culturali e politiche non permettono ancora un pieno dispiegamento di queste potenzialità. 

Si avverte pertanto l’esigenza di mettere i diritti del cittadino al centro di una riflessione sociologica, teorica e formativa, a cui ben si presta la sociologia di Achille Ardigò, teorico di un welfare state gestito e innovato ‘dal lato dei cittadini’, dell’ambiente del sistema.

Il ciclo di lezioni della Scuola dei Diritti dei Cittadini, che qui presentiamo come Associazione Achille Ardigò e proponiamo in collaborazione con il Dipartimento di Sociologia dell’Università di Bologna – e con il patrocinio del Comune, dell’Università di Bologna e della Confraternita della Misericordia – ha l’ambizione

 di avviare, su rigorose basi teoriche e scientifiche, un percorso culturale e didattico di esplorazione di questo mondo di diritti. Come ancora ci ricordava Ardigò, questo mondo è oggi offuscato da una complessa evoluzione dell’organizzazione pubblica e dell’economia privata, che accresce le sofferenze dei singoli e delle famiglie in cerca di aiuto.

Al ciclo di lezioni è, inoltre, richiesto il concorso di preziose testimonianze istituzionali e sociali, oltre le elevate competenze accademiche proposte.

La collaborazione con l’Università di Bologna – sancita da un Protocollo sottoscritto tra l’Associazione Achille Ardigò e il Dipartimento di Sociologia – la qualità dei relatori e l’alta competenza dei docenti, nonché la mission che la stessa Associazione ha perseguito in questi anni, sono a garanzia della serietà e del buon esito del percorso formativo proposto.

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scritto da Mauro Moruzzi