2012 Set
06

Spero che la notizia, pur importante, riportata oggi da La Repubblica, che allego, sia inesatta. È comunque un indice del grado di cultura Internet presente in Italia nella classe politica e dei media. Internet, cioè la Rete esiste da quasi 20 anni. È un ‘posto’ sopra le nostre teste dove qualche miliardo di persone stivano informazioni utilizzabili in ogni tempo-luogo alla velocità della luce (‘capitale informazionale’ e ‘virtuale’, cioè ‘attualizzabile’ per bisogni, per trasformare una informazione in un prodotto o servizio). Nonostante ciò si continua a pensare – nel caso della notizia di oggi, spero da parte del giornalista e non del Governo! – che i dati della nostra salute, già in Internet (Fascicolo Sanitario Elettronico) in diverse regioni, vadano infilati in un chip di una tessera magnetica da tenere nel portafoglio. Con ogni probalità il chip servirà per accedere alla Rete al posto della password. Ma per questo è già sufficiente la carta di identità elettronica in distribuzione. Ho la netta sensazione che qualcuno voglia vendere a noi o allo stato delle altre Card!tutto questo è assurdo e farà ridere le generazioni prossime.

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scritto da Mauro Moruzzi

2012 Lug
05

Ringrazio gli amici Derrick de Kerckhove, Giorgio De Michelis, Tonino Pedicini, Marco Roccetti, Luca Tremolada per la loro partecipazione.
Non è stato facile, per me, cercare un filo d’Arianna per ricostruire, nella galassia di Internet, le complesse problematiche di un mondo ad Alta Comunicazione.

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scritto da Mauro Moruzzi

2011 Nov
12

Si è svolta a Trento in questo fine settimana l’assemblea annuale di Internet Governance Forum. Il Forum italiano è omologo degli IGF globali organizzati dalle Nazioni Unite. Un appuntamento importante. Una delle sessioni più partecipare del Forum è stata quella ‘Internet cambia la Pubblica Amministrazione’, alla quale ho relazionato presentando quella che appare sempre più come una rivoluzione nel welfare sanitario italiano: il Fascicolo Sanitario Elettronico del cittadino. C’è stata grande attenzione del Forum sul FSE. Ho posto subito il tema su cui Internet dovrà misurarsi nei prossimi 5-10 anni: tra i cittadini e la pubblica amministrazione c’è n ENORME PROBLEMA DI COMUNICAZIONE DI DATI E INFORMAZIONI. Il prodotto della PA ha bisogno di essere ‘comunicato’ al cittadino in forma sempre più efficiente ed efficace, non importa che si tratti di servizi scolastici, di sicurezza stradale o di assistenza sanitaria e sociale. In altre parole ha bisogno di essere personalizzato con i dati ‘del’ cittadino, di centrare lo scopo, di evitare la dispersione delle risorse tipica di un pubblico autoreferenziale e quindi insensibile alle finalità specifiche del suo ‘prodotto’. E per ottenere questo risultato la PA ha estremo bisogno dell’alta comunicazione di Internet, di arrivare alla velocità della luce al cittadino, in modalità sempre più specifiche ed intelligenti, garantite dalla Rete e dai software di rete. Questo problema, inutile dirlo, è oggi drammaticamente acuito dalla crisi economica globale del debito pubblico. Per realizzare una PA ‘ad alta comunicazione’ con Internet, in particolare nell’assistenza sociale e sanitaria, occorre risolvere problemi di natura tecnologica, organizzativa e etica. Ad esempio di EMPATIA tra l’operatore pubblico, il promotore della comunicazione di Rete e l’utente bisognoso. Un tema caro a Achille Ardigò, che ha insegnato anche al Trento e che è stato il primo sociologo italiano ha cogliere questo nesso come fattore dirompente del tempo nuovo di Internet. Ma anche di identità della Rete, di autonomia organizzativa e ‘politica’, tema caro ai partecipanti all’IGF. Il FSE non è che il primo tassello di un processo che porterà il cittadino a riappropriarsi di tutti i suoi dati di salute, ma anche di istruzione, cultura, mobilità, di rapporto con il potere pubblico (dati fiscali, legali, anagrafici, ecc..). E infatti il Comune di Bologna ha recentemente proposto il Fascicolo del cittadino come estensione del FSE.
Un dibattito di ottimo livello con interventi di Clara Frasca Fantoni ( che sta realizzando con Informatica Trentina il FSE in Provincia di Trento), di Michele Vianello, già vice sindaco di Venezia e attivo sul tema delle smartcity, di Stefano Montegazza e Carlo Mochi Sismondi
IGF

scritto da Mauro Moruzzi

2011 Gen
07

Il prof Paulo Magrassi, co-autore con  Vito di Bari del libro  “2015, weekend nel futuro, viaggio nelle tecnologie che stanno cambiando la nostra vita” , Ed. il Sole24Ore, Milano  2005, mi scrive: “Caro Moruzzi, la serendipity di Google mi esibisce un suo libro del nel quale si legge, a pie’ di pagina 49: «Usare il termine internet minuscolo e con l’articolo è una proposta di Vito Di Bari. […] Dice infatti a proposito nel suo ultimo libro: […]».Siccome il libro che lei cita ha due autori, non si capisce come lei possa attribuire l’idea al primo che viene in ordine alfabetico… Quell’idea poi, è interamente e personalmente mia: quasi un’ossessione oggetto di miei innumerevoli interventi pubblici e pubblicazioni anche di molto anteriori a “2015 Weekend nel futuro”.

Si, è vero. Il libro in questione è il mio “Reti del Nuovo Welfare”, pubblicato dall’editore Franco Angeli nel 2005. Mi scuso con il coautore per l’incompletezza della citazione.

scritto da Mauro Moruzzi

2009 Apr
15

L’annuncio, fatto da un quotidiano locale (La Repubblica), del software IPER BO progettato da CUP 2000 ha suscitato grande interesse, anche in singoli cittadini, associazioni di volontari, appassionati di Internet che ci hanno contattato già questa mattina. Di cosa si tratta? Di un portale social network, di ultima generazione, per accedere e utilizzare i servizi pubblici locali del Comune, degli enti locali dell’area metropolitana bolognese, della sanità e delle aziende pubbliche locali. E’ una piccola rivoluzione perché ribalta la filosofia della prima Internet: il cittadino “bussava” alla porta del sito di un’istituzione (esempio, del Comune, cioè del sito Iperbole) e otteneva udienza. Dietro la tenda (Home Page) l’organizzazione faceva vedere le proprie scansie piene di prodotti (servizi) non sempre, purtroppo, on line. Con IPERBO le cose sono letteralmente capovolte. Le istituzioni locali bussano alla mia “porta”, della mia postazione personale che mi sono ritagliato nel social network, dove c’è il mio nome cognome, “mostrano” i loro servizi. Come in Facebook resta traccia di questa interazione, in una specie di mio diario personale dei servizi pubblici locali: “aspetto da X giorni la prenotazione di una visita specialistica”, “ho chiesto chiarimenti sulla bolletta del GAS e attendo risposta; “ho presentato domanda per l’iscrizione del bimbo all’asilo nido e … “ . In tempo reale posso mettermi in contatto con l’operatore interessato e, contestualmente, posso condividere, con altri cittadini (i miei amici..) queste problematiche di interazione con la pubblica amministrazione, più o meno come avviene negli altri social network di Internet, su tematiche specifiche rapportate ai servizi. Ad esempio sulla pulizia delle strade (della mia strada, quella dove abito e di quelle dove abitano gli altri, …), dell’asilo, dell’ospedale, ecc.. Non soltanto: come già è stato previsto nella sanità inglese (e come vorrebbe fare il Ministro Brunetta) posso dare una valutazione (da uno a 10, da uno a 6, …) sui servizi di cui ho usufruito. Io ho trovato comodissimo andare su Internet e scegliere un ristorante tenendo conto del numero di stellette assegnategli dagli utenti della rete. Con geo-portal www.salute.bologna.it a Bologna è stato fatto un primo passo da gigante; con IPERBO la Nuova Internet arriva veramente in città. Ma non siamo alla fine della storia: a CUP 2000 stiamo già pensando al terzo passaggio, quello verso il mondo WIKI, ma di questo parleremo tra un po’… sperando che, nel frattempo, il nostro piccolo mondo (bolognese) vada avanti.

scritto da Mauro Moruzzi

2007 Dic
30

Giovedì 20 dicembre, all’Università di Urbino (Facoltà di sociologia, Insegnamento di sociologia dell’organizzazione, sede di Pesaro) ultima lezione prima delle vacanze natalizie. L’argomento sviluppato interesserà certamente alcuni lettori del blog appassionati di Internet, ma anche di e-Health: la “geografia” dei nodi (e degli hub) nel cyberspazio, e, più specificatamente la loro connotazione come nodi ambientali (del mondo vitale delle persone, del cittadino) e nodi sistemici (del mondo delle organizzazioni, degli enti, delle imprese). Quando entriamo nel mondo di Internet non siamo soltanto delle persone. Lì l’elemento umano si somma a quello tecnologico (il nostro PC, la connettività, il software che usiamo): siamo esseri tecno-umani. I due elementi, quello umano della persona e quello tecnologico (dell’ICT), si fondono e diventano indistinguibili, come l’acqua e la farina nel pane; e creano un “nodo” della galassia di Internet composta di miliardi di altri nodi. La Rete è tecno-umana: senza le persone sarebbe un groviglio di tecnologia morta, fili e silicio; senza la tecnologia non esisterebbe Internet. Ma i nodi (esseri tecno-umani) non sono tutti uguali; anzi cambiano per grandezza e qualità. Un nodo grande, ovvero molto ricercato, molto linkato da altri nodi, diventa un hub, un mozzo con tanti raggi. Google o il blog di Beppe Grillo sono certamente degli hub, mentre il mio povero blog resta purtroppo un nodo, linkato da un numero di altri nodi infinitamente più piccolo. A parte la “grandezza” i nodi (e gli hub) possono essere, passatemi il termine, chiari (solari) o grigi (lunari), ovvero appartenere a due “specie” diverse: alle persone dell’ambiente vitale (del mondo in cui abitualmente viviamo con i nostri problemi e le nostre gioie, “l’unico mondo reale che ci circonda e che si da a noi” per usare un’espressione di Edmund Husserl) e alle (persone delle) organizzazioni. Le organizzazioni sono sempre un po’ più oscure, nei fini e nei mezzi, rispetto alla gente comune e questo giustifica gli appellativi che ho usato. Ma è solo questo che differenzia un nodo tecno-umano (ambientale) da un nodo tecno-organizzativo (sistemico)? Le persone che vivono e operano dentro e in funzione di un’organizzazione costituiscono l’elemento umano di un insieme complesso – il sistema organizzato – fatto di più parti, di capitale materiale e immateriale (conoscenza) non facilmente separabili tra di loro. Ancora una volta vale la metafora del pane, dell’acqua e della farina. In altre parole, l’elemento umano che agisce per conto dell’organizzazione opera in un contesto tecno-oranizzativo, non può scindersi dai fini e dai mezzi del sistema. Esprime una realtà di potere e il potere non è né umano né inumano, è a-umano. Nelle dinamiche tra sistemi organizzati e ambiente – che Niklas Luhmann ha iniziato ad analizzare dagli anni ’70 ma non ha potuto estendere alla complessa realtà della Rete – si esprime questa diversa specificazione tra persona integrata nell’organizzazione e persona vitale dell’ambiente. Non si tratta di un giudizio di valore, tanto meno etico o morale. L’umanità espressa in funzione di un’organizzazione (e a tutela della stessa) è cosa assai diversa da quella vissuta in funzione nostra vita e dell’ambiente vitale che ci circonda. Anche dal miglior operatore di una ASL o di un Comune, cioè di una istituzione creata per assistere la gente, non possiamo pretendere un’umanità disgiunta dalle dinamiche, non certo umane ma organizzative, della stessa organizzazione. Il nodo di un’organizzazione presente in Internet non è quindi tecno-umano, ma tecno-organizzativo, anche quando, necessariamente, dietro ci sono delle persone (dell’organizzazione). Ma questo è solo un aspetto del problema. Applicando la teoria dei sistemi ad Internet, ovvero ad una realtà composta esclusivamente da nodi tecno-umani (persone) e nodi tecno-organizzativi (persone integrate nelle organizzazioni) e da link, la prima cosa che si può osservare è il potere (comunicativo) della Rete di abbattere i muri che delimitano l’ambiente dai sistemi chiusi organizzati. Si formano reti, grafi di nodi e link, che debordano da questi confini: sono le reti tecno sociali, e-Care, che collegano nodi delle persone (tecno-umani) con nodi delle organizzazioni (tecno-organizzativi). Internet non è che una somma di reti, aperte e chiuse (come le intranet e le extranet) ognuna delle quali composta di nodi, hub e link (grafi cristallizzati dinamicamente, come un gorgo d’acqua e continuamente instabili), di valenza – come si è visto – diversa. La formazione di reti tecno sociali – che nella pubblica amministrazione o in sanità chiameremmo “aperte ai cittadini” – crea l’autentica rivoluzione della Nuova Internet. Anche i nodi oscuri (lunari) si schiariscano e tendono a diventare solari. Le organizzazioni – a partire da quelle pubbliche – nell’era di Internet dovranno aprirsi, abbattere confini e tassi di autoreferenzialità. Il tema, di eccezionale complessità e importanza per un’analisi del rapporto tra Internet e l’organizzazione pubblica dei servizi, è trattato (ma solo parzialmente) nel capitolo 5 del mio libro “Internet e Sanità, organizzazione e management al tempo della rete”.
p.s. gli aggettivi lunare e solare vengono comunemente utilizzati nella lingua e nella letteratura araba, con la differenza che in arabo la luna, alqamar, non è solo “splendente nell’oscurità” ma anche di genere maschile, quindi ancor più minacciosa e oscura. Per una chiara spiegazione del rapporto tra nodi, hub e link e grafi nella Rete, il riferimento è, ovviamente, al bel libro di Barabasi “Link, la scienza delle reti”, pubblicato da Einaudi, ma anche a quello di Luccio e Pagli, “Storia matematica della Rete. Dagli antichi codici all’era di Internet”, Bollati-Boringhieri. Ogni accenno alla dinamica e alla complessità delle reti è comunque riferita agli studi di Hofstadter, Kauffman, M.C. Taylor, ampiamente citati in “Internet e Sanità”.

scritto da Mauro Moruzzi