‘ANSA: Sanità digitale al palo, Italia appena 18/esima in Europa’. L’ostacolo è la burocrazia che blocca i servizi on line per i cittadini

           (ANSA) – ROMA, 18 NOV – Italia ancora troppo indietro nell’utilizzo della sanità digitale, strumento importante per migliorare le cure, produrre risparmi e facilitare l’accesso ai servizi da parte dei pazienti. Nell’Unione Europea siamo appena al 18/esimo posto su 28 Stati membri, al pari della Lituania, con un punteggio del 70% in meno rispetto alla prima classificata, la Danimarca. Lo rivela una classifica messa a punto da I-Com, l’Istituto per la competitività. In particolare, per descrivere il livello di adozione dell’eHealth nell’Unione europea, si è tenuto conto di quattro indicatori: pazienti che cercano online informazioni sulla salute; pazienti che prenotano visite mediche su internet; medici che inviano elettronicamente prescrizioni ai farmacisti; medici che usano il web per condividere dati sanitari. In cima alla classifica, dopo la Danimarca, si trovano Finlandia, Paesi Bassi, Estonia e Svezia. Ultime, poco sotto di noi, Bulgaria e Polonia. In Italia “un’importanza crescente va assumendo la mHealth”, ovvero le app per la salute, mentre “è ancora poco sviluppata” la telemedicina, che permette un’interazione diretta tra strutture sanitarie e pazienti. Permane inoltre una forte differenza regionale. Il Fascicolo Sanitario Elettronico è operativo solo in 7 regioni: Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Toscana, Sardegna e Puglia. Sul fronte della ricetta medica elettronica, la quota delle prescrizioni digitali è all’80%: ma in Calabria e nella provincia di Bolzano le quote sono molto basse. (ANSA). 

L’ostacolo principale alla creazione, in Italia,  di reti di accesso on line per i cittadini ai servizi sanitaria, è la burocrazia che svolge una funzione di ‘intermediazione’ tra medici curanti e cittadini utenti. Ci sono, ovviamente diversi tipologie di burocrazia: politica, manageriale, amministrativa e anche sanitaria. In Italia, dopo la crisi di rappresentanza della classe politica – ovviamente le eccezioni non mancano – è quella più  antica delle baronie mediche, si è dato grandi poteri a questo ‘strato intermedio’.  La concezione burocratica dell’informatica e in generale della dematerializazione in sanità, è basata sul ‘controllo’: controllo dei costi e quindi controllo dei medici e – come direbbe Luhmann – delle ‘aspettative ‘ del cittadino. Questa cultura è agli antipodi di Internet e del web e quindi frena il passaggio della sanità alla nuova era dell’Alta Comunicazione. L’antidoto è dare più potere alle rappresentanze dei diritti dei cittadini ( empowerment) e ai medici curanti , cioè ai medici di famiglia e agli specialisti. Qualcuno storce il naso, ma è la ricetta giusta e non ci sono altre strade. 

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