La rivoluzione della sanità con Apple.

La sanità che conosciamo verrà letteralmente rivoluzionata nel corso di un quinquennio, non di più. So che la parola è abusata, ma non ne riesco a trovarne una più forte. La cosa strana è che non ce ne stiamo rendendo conto. Soprattutto sembra che non se ne rendono conto gli amministratori del servizio sanitario pubblico. In cosa consiste questa rivoluzione? Principalmente nella totale de-materializzazione (o digitalizzazione, se preferite, anche se non è proprio la stessa cosa) dei dati del nostro corpo. E non solo di quelli che il medico ci preleva quando siamo ammalati con termometro, ecografo e altro. Di tutti i dati che in ogni ora del giorno il nostro corpo e la nostra mente producono, assieme ai dati genetici. Questo avverrà, come in parte già sta avvenendo con le App, mediante gli smartphone di ultima generazione che saranno in commercio dal prossimo anno. Se avete dei dubbi leggete l’articolo di Andrea Nepori della Stampa, che segue. Ci provò Google già nel 2011 con Google Health, ma fallì per diverse ragioni (le ho spiegate nel mio ultimo libro ‘La sanità dematerializzata’ pubblicato dal Pensiero Scientifico Ed.). Ancor prima l’IBM con Watson Health, ma, come capita a chi ha troppi soldi da investire, non aveva  ideemolto chiare (oggi ci sta riprovando). I tempi comunque non erano maturi. Oggi lo farà Apple, e sarà l’apripista mondiale di tutti gli altri, coinvolgendo qualche miliardo di persone. Conseguenze? Sbalorditive. Questa enorme massa di bit del corpo di tutti ( di quello fisico, reale) ci permetterà di passare da una sanità reattiva (ti curo se stai male), ormai economicamente insostenibile,  ad una pre-attiva (ti prevengo la malattia). Non aspettiamo l’infarto, preveniamolo. E quando dovrò curarti lo farò per il 10 % in ospedale e al 90% fuori, a casa, o meglio dove vuoi tu, sul lavoro, per la strada. Ad esempio non chiederemo a chi ha bisogno di dialisi di stare tre giorni alla settimana in ospedale. E la sanità che conosciamo, quella pubblica, come reagirà? Qui è il problema. Può vincere o perdere la sfida. Si stanno muovendo enormi capitali per una sanità privata e assicurativa, già in campo e in sintonia con questa rivoluzione. Se il servizio santario pubblico, quello delle regioni, non si muove e resta ‘novecentesco’, pre-Internet, non potrà poi gridare al complotto delle multinazionali. Semplicemente perderà la sfida è in 10-15 anni farà la fine dell’Alitalia rispetto alla Rainer. A proposito: la nuova sanità, mi ero dimenticato di scriverlo, sarà anche Low Cost. 


“Un nuovo dispositivo indossabile pensato per il monitoraggio della salute. Potrebbe arrivare nel 2017 e sarà un prodotto completamente nuovo, non un’evoluzione dell’orologio

La Stampa.it 12/08/2016

di ANDREA NEPORI

La versione speciale dell’iPhone che Apple sta preparando per festeggiare i 10 anni del dispositivo potrebbe non essere la novità più interessante del 2017 di Cupertino. Secondo indiscrezioni che arrivano dall’Asia l’azienda starebbe lavorando ad un prodotto completamente nuovo. Sarà un dispositivo indossabile pensato esclusivamente per facilitare la raccolta di dati sanitari dell’utente durante il giorno, come pressione sanguigna, battito, livelli di glucosio nel sangue e molti altri dati ancora.  Secondo l’Economic Daily News di Taiwan, pubblicazione che per prima ha diffuso le voci sul nuovo prodotto, la tecnologia 3D Touch avrà un ruolo fondamentale nell’interfaccia del nuovo wearable. Il dispositivo è stato sviluppato dai laboratori di ricerca medica di Apple nel corso degli ultimi due anni, sotto la guida di Jay Blahnik, il dirigente che l’azienda ha assunto nel 2013 per supervisionare, fra le altre cose, lo sviluppo delle funzionalità dell’Apple Watch relative al fitness e alla salute. Al momento non c’è alcuna indicazione sul design del dispositivo, ma stando a quanto pubblicato dal quotidiano taiwanese Apple ha già avviato la fase di finalizzazione del prodotto e si prepara a chiudere gli accordi coi produttori e fornitori asiatici. L’interesse di Apple per il settore sanitario è ormai palese. Le funzioni mediche del Watch sono solo il primo passo di una roadmap più ampia che vede Cupertino muoversi su più fronti. Altro esempio di questo impegno sono i kit software (ResearchKit e CareKit) per lo sviluppo di app per iPhone e iPad che facilitano la raccolta dati da parte degli istituti di ricerca o il monitoraggio dei dati dei pazienti.  “Siamo entrati nell’arena del mercato sanitario e abbiamo iniziato guardando al wellness, che poi ci ha permesso di tirare un filo che ci ha fatto pensare alla ricerca”, ha detto Tim Cook in una recente intervista con Fast Company. “Tirando quel filo ancora un po’ siamo arrivati ad alcune cose riguardo la fase di cura del paziente, e poi un altro filo ci ha portato ad altre cose ancora.” Apple ha un grande vantaggio, spiega sempre Cook: può esplorare il mercato sanitario (industria gigantesca, dal valore globale di circa 9 trilioni diLa Stampa.it dollari all’anno) senza dover ragionare in termini di rimborsi dalle assicurazioni o dai servizi sanitari. Una libertà notevole, che le grandi aziende farmaceutiche e gli altri grandi attori del settore non si possono permettere. “Se non te ne frega nulla dei rimborsi, cosa che noi abbiamo il privilegio di poter fare, può darsi che alla fine anche il mercato degli smartphone sembri piccolo”. 

http://www.lastampa.it/2016/08/12/tecnologia/news/il-prossimo-wearable-di-apple-non-sar-un-watch-653j7XGxD3nb8Wqn4hEIMO/pagina.html

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