2013 Mar
27

Ricevo da uno dei migliori medici di famiglia d Bologna:

Ciao spero tutto bene, ti invio questa news di un lavoro che non mi convince , hai bibliografia in merito ? Sotto dei lavori che non dicono le stesse cose.

Pazienti cronici, telemedicina bocciata rispetto a cure standard
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23520339
Rispetto a un supporto standard e al trattamento di pazienti con patologie croniche, la telemedicina non sembra rappresentare un’aggiunta conveniente in termini di costo/beneficio. Lo sostiene una ricerca condotta da un team di studiosi britannici guidato da Catherine Henderson, della London School of Economics and Political Science; tale ricerca fa parte di uno dei più vasti studi sulla telemedicina mai effettuati, denominato “Whole Systems Demonstrator Trial”. In questa analisi il gruppo di Henderson ha esaminato i costi e il rapporto costo/efficacia della telemedicina rispetto a un trattamento convenzionale lungo un periodo di 12 mesi in 965 pazienti affetti da cronicità, quali scompenso cardiaco, broncopneumopatia cronico ostruttiva (Bpco) o diabete. Dei 965 partecipanti, 534 hanno ricevuto apparecchiature di telemedicina, (quali ?) mentre ai rimanenti 431 sono state offerte cure tradizionali. I risultati hanno tenuto conto dei costi sia sanitari sia per l’assistenza sociale. Il costo per anno di vita corretto per la qualità (Qaly), calcolato quando il supporto di telemedicina era aggiunto alla terapia tradizionale, si è attestato a 92 mila sterline ( ma la tecnologia non può essere riciclata ad altri pazienti ?): una cifra molto al di sopra della soglia di costo/efficacia fissata dall’UK National institute for health and clinical excellence (Nice) in 30 mila sterline fissata, e tale da rendere bassa (11%) la probabilità di un rapporto costo/efficacia favorevole. La situazione non è migliorata anche ipotizzando uno scenario ideale, con una forte riduzione dei costi delle apparecchiature (pari all’80%) e un’operatività massimale dei servizi di telemedicina. «Il guadagno di Qaly per il paziente usando la telemedicina in aggiunta alle cura standard è simile a quello di chi non usa la telemedicina» concludono gli autori «e i costi totali per l’intervento di telemedicina sono superiori». Questo studio, va sottolineato, è pubblicato a distanza di un mese da un altro lavoro secondo cui, sempre nei pazienti cronici, la telemedicina non migliora la qualità della vita.

http://www.bmj.com/content/344/bmj.e3874

http://www.nuffieldtrust.org.uk/publications/impact-telehealth-use-hospital-care-and-mortality

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3169462/

Rispondo:

La telemedicina, come il tele soccorso, rappresentano una cultura medica pre-Internet, piena di vecchi lambicchi.. Oggi bisogna parlare di e-Care e e-Health, cioè di servizi strutturati in rete Internet (come SOLE) legati all’uso del Fascicolo Sanitario Elettronico e degli altri e-Services di rete. L’assistenza Home Care con servizi eCare (si veda in particolare l’esperienza delle Ausl di Bologna e Ferrara) rappresenta la frontiera tecnologica e organizzativa più avanzata. Per conto del Ministero della Sanità ho diretto una ricerca ( Osservatorio Nazionale delle Reti e-Care e della Telemedicina) tra gli anni 2005 – 2010, rintracciabile in Internet, attraverso la quale sono state monitorate centinaia di esperienze italiane e estere.
Purtroppo permane un’arretratezza culturale negli studiosi di sanità (perfino in quelli inglesi della London School of Economic! un tempo aggiornati e attenti alle innovazioni) che sorprende.

scritto da Mauro Moruzzi

2012 Ago
23

È scattato il piano per l’emergenza caldo di assistenza telefonica agli anziani che abbiamo messo a punto con l’AUSL di Bologna attraverso il servizio e-Care. Gli operatori del Call Center sono stati affiancati da volontari ( anch’essi in gran parte anziani) e assieme telefono alle persone che soffrono, spesso in solitudine, l’ondata straordinaria di calore. Molti non sanno che questo servizio non è improvvisato, ma fa parte del progetto e-Care a cui dedicò tanto impegno anche Achille Ardigò negli ultimi anni della sua vita e che è attivo a Bologna e a Ferrara da diversi anni e verso migliaia di anziani, in collaborazione con associazioni di volontari, Asl e Comuni. La filosofia del servizio è quella di stare costantemente in ‘contatto telefonico’ con persone che, data l’età e particolari condizioni sociali, spesso si trovano in difficoltà e vanno aiutate. Ad esempio per prenotare una visita medica, per mettersi cercare un medico, o semplicemente per contattare i servizi di assistenza sociale e di volontariato che aiutano a fare la spesa o a pulite la casa. L’anziano usa solo il telefono del comodino e noi utilizziamo per lui le reti di Internet. Questo tipo di assistenza, già sperimentato positivamente nei paesi del Nord Europa, andrebbe maggiormente esteso e valorizzato dalle istituzioni locali, anche in un’ottica di razionalizzazione della spesa (per contenere ad esempio il fenomeno delle ospedalizzazioni improprie e del ricoverì in case protette quando l’anziano potrebbe ancora vivere nella sua casa). E anche di questo si dovrà discutere nelle prossime settimane in cui si parlerà di riorganizzare i servizi sanitari e sociali.
Va dato atto al Resto del Carlino di avere fatto conoscere questa esperienza con un buon servizio apparso oggi.

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scritto da Mauro Moruzzi