2015 Ott
09

Lo sostiene Federico Rampini in un bel articolo oggi su la Repubblica. Ne è convinto Francis Fukuyama, il grande sociologo nipponico -statunitense, che per primo ha descritto non solo La Fine della Storia, ma anche quella dell’uomo eroico dell’800 nel secolo della burocrazia, il 900. Rammpini, i grande scrittore-giornalista della New Economy e Fukuyama, il grande sociologo dei mutamenti epocali, non sono scienziati del futuro, come Stephen Hawking che intravede la salvezza dell’umanità nell’emigrazione su nuovi pianeti. Sono dei bravi fotografi del presente e delle sue contraddizioni. C’è da preoccuparsi, anche perché se Internet si piega ai poterie delle burocrazie politiche-economi  che regionali è veramente la Fine della Storia, di un sogno di Libertà.

  
  

  

scritto da Mauro Moruzzi

2012 Dic
27

L’IBM ha realizzato il super computer Watson e lo vuole commercializzare negli ospedali del mondo. E’ grande come 10 frigoriferi e costa 3 milioni di euro, ma ha immagazzinato tutti i testi medici fin ora conosciuti. A domanda del medico risponde (oggi su R2 di La Repubblica). Si tratta di un investimento assurdo e in antitesi alla cultura di Internet, rispetto alla quale l’IBM, per la verità, ha sempre avuto qualche problema e per questo motivo è stata soppiantata dai nuovi giganti del web come Microsoft, Apple e Google.
Per capirci: la rete SOLE del Fascicolo Sanitario Elettronico dell’Emilia Romagna è, per certi aspetti, molto più intelligente e ricca di informazioni di Watson, con i suoi 13.000 nodi di medici di famiglia e ospedalieri e i potenziali nodi di milioni di cittadini. Questa rete e-Health è poi una delle tante reti che stanno crescendo nello sterminato mondo della noosfera di Internet.
L’era dell’Alta Comunicazione nel mondo medico e sanitario si basa infatti su reti Internet sempre più specializzate, interconnesse e interoperative, come le reti e-Health, e-Care, e non tanto su mega calcolatori come si pensava 30 anni fa.
Certo, i nodi di queste reti sono anche ’nodi digitali’, cioè dotati di tecnologia software, hardware (computer, iPad, smartphone, ..) e connettiva (wifi, mobile, superfibre, cloud, ecc) sempre più potente per ‘stivare’ e rielaborare i dati e le informazioni. Ma questa tecnologia dei nodi e degli hub (i ‘grandi nodi’) va inserita organicamente in una rete Internet.
Non bisogna poi dimenticare che nodi e hub non sono solo tecnologici ma anche umani, cioè composti da professionisti e cittadini che si avvalgono di tecnologia per stare in rete. Questa, per altro, è la vera ricchezza della Rete. Cosa sarebbe Internet in una nebbiosa mattina di fine dicembre se tutte le persone connesse (quante nel mondo in questo preciso istante in cui io scrivo sul mio blog in Internet: 500, 800 milioni?) si allontanassero dai loro PC e smartphone: una rete di fili e di macchine senza vita!
Anche il nostro cervello funzione così: una rete di neuroni (nodi) e sinapsi (link), auto-organizzata che acquisisce e seleziona informazioni da altre reti di persone: pare ci siano, come hanno scoperto i ricercatorindell’Università di Padova, perfino neuroni-specchio che fanno da ponte tra noi e gli atri!
Si resta un po’ stupiti nell’osservare come una azienda di dimensioni mondiali come l’IBM, un tempo leader indiscussa dell’informatica in tutti i campi, anche in quello medico, stenti a comprendere la nuova cultura della Rete e dell’Alta Comunicazione. Purtroppo non è sola in questa disavventura.

scritto da Mauro Moruzzi

2012 Ott
28

I prossimi giorni sono densi di appuntamenti per gli appassionati di Internet, Sanità e Fascicolo Sanitario Elettronico. C’è in Fiera, a Bologna, Smart City Exhibition 2012, una rassegna di grande interesse sulle tecnologie della città intelligente (in particolare martedì pm si discuterà di Fascicolo Elettronico del Cittadino e mercoledì pm di Alta Comunicazione e Fascicolo Sanitario Elettronico). Mercoledì 7 novembre, alle 15, all’Università (sede di Forlì) seminario di studi sul mio ultimo libro ‘Alta Comunicazione’, Edito Franco Angeli. Giovedì 8 novembre, in mattinata, alla Camera del Lavoro di Bologna un interessante convegno del Sindacato sulla sanità bolognese. Il 12 novembre un workshop sui socialnetwork in sanità organizzato da Cup2000 e dalla Regione. Infine, il 16 novembre, un convegno presso la sede di Scienze Politiche dell’Università di Bologna per ricordare i 10 anni della rivista Salute e Società che ha ospitato tanti contributi ’socio-tecnici’ riferiti a l’e-Welfare e a l’e-Health.
Bologna sta diventando un importante centro culturale e di produzione della sanità ad Alta Comunicazione del tempo di Internet. La cosa strana è che ciò avviene senza che le istituzioni accademiche abbiano particolarmente promosso o programmato granché in questo campo. Molte iniziative nascono ’per trascinamento’ da esperienze pilota come il Cup, l’e-Care e il FSE.
Anzi, mentre ciò accade, si è di fatto estinto un patrimonio culturale e formativo come la Scuola di Sociologia sanitaria fondata da Achille Ardigò nell’Università di Bologna a partire dagli egli anni 70. Oggi la nostra Università è priva di un corso di laurea in sociologia sanitaria e le iniziative e gli studi in questo campo sono sempre più frammentari. La questione merita un approfondimento.
Mi vengono alla mente le parole scritte recentemente da Peter L. Bergher – uno dei più grandi sociologici viventi – che ho letto pochi giorni fa. Scrive che la sociologia è diventata noiosa ed è un po’ in crisi ovunque a causa del ’feticismo metodologico’ e della ‘propaganda ideologica’, ma anche perché ’le Università offrono molte possibilità di sistemazione, lo stipendio è generalmente adeguato e, dettaglio forse più importante, le vacanze estive sono lunghe’ (P.L. Bergher, Come vi spiego il mondo senza annoiarvi, Il Mulino, 2012).
Conviene ritornare presto su questo argomento.

scritto da Mauro Moruzzi

2011 Nov
09

Venerdì scorso, alla Libreria Coop di Pesaro, in occasione della presentazione del mio libro ‘Il Fascicolo Sanitario Elettronico in Italia’, il senatore Lionello Cosentino ha dichiarato che il FSE potrebbe essere legge dello Stato italiano entro 15 giorni, se la crisi di Governo non interromperà l’iter parlamentare della legge. Il testo del DDL Fazio, che contiene l’articolo riferito al Fascicolo e alle sue Linee Guida è stato infatti già approvato dalla Camera dei Deputati e si trova ora alla Commissione Sanità del Senato. Sarebbe un peccato che questa approvazione slittasse a futuri tempi parlamentare, perché si tratta di un buon testo di legge, concordato con la Conferenza Stato – Regioni. E poi, in questo periodo assistiamo a fenomeni europei di ‘riflusso’: il Governo inglese di David Cameron ha infatti ‘raffreddato’ il programma britannico attuativo del Fascicolo, il Connecting for Health (CfH), giudicandolo troppo ‘statalista’. Anche a Pesaro e nelle Marche – al dibattito sono intervenuti Lella Mazzoli, dell’Università di Urbino, Matteo Ricci Presidente della Provincia di Pesaro, la giornalista Licia Caprara del Sole240re e molti altri esponenti della sanità marchigiana – c’è un fortissimo interesse per l’FSE. Le Marche è una delle Regioni che non ha ancora realizzato il Fascicolo Sanitario Elettronico per i cittadini.

Intanto al Liceo Galvani di Bologna sono iniziate le ‘lezioni sperimentali’ sul Fascicolo Sanitario Elettronico agli studenti maggiorenni. Ritorneremo presto su questo bel progetto.

scritto da Mauro Moruzzi

2011 Set
02

Alla libreria Feltrinelli di Bologna, il 9 settembre alle 18

scritto da Mauro Moruzzi

2011 Ago
05

Dopo che il Governo ha varato la manovra economica che prevede nuovi ticket in sanità, ASL e Regioni devono mettere in moto una gigantesca macchina burocratica (costosissima) per la certificazione e auto-certificazione dei redditi dei cittadini utenti e per la riscossione dei ticket. Non voglio qui discutere l’equità della manovra, limitandomi ad osservare che essa, ancora una volta, tende a pesare prevalentemente su fasce di cittadini che pagando regolarmente le tasse e hanno un reddito trasparente. Voglio invece ricordare che se riuscissimo a distribuire rapidamente il FSE a tutti i cittadini dell’Emilia Romagna (e delle altre, poche, regioni che hanno costruito le reti per questo scopo) lo stesso fascicolo potrebbe automaticamente recepire e comunicare lo stato di esenzione o di autocertificazione del reddito, nonché effettuare il pagamento online del ticket, come per altro è già possibile fare nella nostra regione. Un risparmio non indifferente di soldi e passaggi burocratici. Intanto una buona notizia: per decisione dell’ASL di Bologna attiveremo già in agosto il primo sportello per la distribuzione del Fascicolo ai cittadini della provincia di Bologna presso la sede di Cup2000 (via Borgo di San Pietro 90-c); poi, a partire da settembre e ottobre anche tutti i punti CUP svolgeranno questo importante servizio.

scritto da Mauro Moruzzi

2011 Mar
01

E’ un’occasione importante, forse unica in Italia, per conoscere e aggiornarsi sulla realizzazione del FSE del cittadino. Il corso – organizzato dall’Università di Urbino in collaborazione con l’Istituto Ocologico Pascale di Napoli, CUP 2000 e AssinterItalia – si svolge in due moduli residenziali che si terranno a Urbino, nella sede storica dell’ERSU, e a Napoli nel monastero della Collina dei Camaldoli. Per i giovani neolaureati è possibile partecipare usufruendo di una borsa di studio che copre le spese di iscrizione e di permanenza. Si sono iscritte già diverse persone che nelle regoni itaaliane hanno partecipato alla realizzaizone del Fascicolo.
La domanda deve pervenire all’Università di Urbino entro sabato 5 marzo alle ore 12.
Durante il corso verranno illustrate, con relazioni giornaliere, le diverse esperienze del FSE in atto nelle regioni italiane.

scritto da Mauro Moruzzi

2011 Feb
03

Fa piacere osservare il grande interesse che oggi suscita l’e-Health (l’utilizzo di Internet per comunicare in sanità) anche in Italia. Sono uscite le Linee Guida governative per il Fascicolo Sanitario Elettronico del cittadino (FSE) che completano il Disegno di Legge del Ministro Fazio di qualche mese fa (il testo integrale delle Linee guida si trova in www.24oresanita.com). Il ministro Brunetta si è appassionato aii certificati di malattia on line e chiede al medici di famiglia di inviarli all’INPS via Internet. Oggi è stato pubblicato dal Sole24OreSanità uno studio sui risparmi prodotti dall’e-Health in Italia che arriverebbero (dati Confindustria) a 12,4 miliardi di euro. Se questo studio è attenbibile l’e-Health permetterebbe un risparmio di oltre il 10% della spesa sanitaria italiana. Un analogo studio canadese (canada e-health infoway 2005) sostiene che la metà di questi risprmi si ottiene soltanto con l’FSE dato a tutti i cittadini italiani. Ovviamente permane una grande confusione culturale su tutta la materia. Pochi, soprattutto tra i legislatori e gli amministratori, hanno un’idea chiara di cosa sia il FSE e l’e-Health. Molti considerano la materia come tecnologica, per addetti ai lavori e questo è un grave errore. L’e-health e il FSE sono modalità e strumenti per la comunicazione ad alta intensità, quella di Internet. L’e-Health è una rete del mondo Internet (rappresentabile con un grafo fatto di nodi, hub e link) che permette alta comunicazione (elettronica) tra persone (nodi dell’organizzaione) presenti nel mondo della sanità (medici, operatori, ecc..) e cittadini assistiti (nodi dell’ambiente sociale). Se l’e-Health è l’albero con tutti i rami – della foresta di Internet – l’FSE è il frutto dell’albero, al pari della cartella clinica elettronica del medico di famiglia (CCE) e della cartella clinica elettronica del medico ospedaliero o di reparto (CCEO). Tre frutti, per altro, diversi tra di loro. L’albero non può stare in questa metafora senza la foresta e servirebbe ben poco se non desse frutti. Fuori di metafora: le spese in informatizzaione (computer, software, connettivuità, personale) non servono se non danno frutti, cioè non permettono lo scambio di dati ad alta comunicazione tra medici e cittadini per le finalità della cura e la conoscenza della nostra storia clinica. Eppure, per tant anni, questi investimenti cosidetti ‘informatici’ sono serviti prevelentemente per la burocrazia. E’ anche bello poter constatare come queste cose, che venti anni fa ci dicevamo in pioneristici incontri promossi dalla scuola socio-tecnica di Achille Ardigò, oggi  sono ormai parte strategica del progetto sul  futuro della sanità e del welfare.

scritto da Mauro Moruzzi