La sanità del futuro (prossimo) sarà e-Care e Hub and Spoke

Un’indagine del CERM (riportata da La Repubblica di lunedì scorso) fornisce dati molto interessanti sull’evoluzione del welfare e, in particolare, della sanità italiana. Il punto di partenza dell’osservazione è l’invecchiamento della popolazione, un fenomeno arcinoto. In uno scenario proiettato al 2050 (ottimistico) l’86% delle persone saranno “non in età da lavoro” e la sanità tenderà ad assorbire il 10% del PIL. In altre parole, aumentando enormemente i consumi sanitari a causa della prolungata vita della popolazione (anziana), tutto il sistema attuale viene sconvolto e gli scenari possono essere i più diversi, compresa la rinuncia al sistema universalistico. Ora questi dati rendono evidente che la sanità, ancor prima di quella data, va profondamente riorganizzata in senso “non ospedaliero”. Cioè attraverso le reti e-health (Internet) e sui tre livelli che conosciamo (Home Care, Cure primarie, Ospedale tecnologico). In particolare la presa in carico home care, attraverso reti e–Care, di quote consistenti della popolazione anziani diventa la strategia fondamentale per evitare un’implosione del sistema. Ma anche l’assistenza ospedaliera che conosciamo oggi può essere rivoluzionata attraverso le reti e-health. Un grande programma Hub and Spokes potrebbe rendere superflui molti degli attuali ospedali e diffondere l’eccellenza nel territorio (meglio un ambulatorio permanentemente in rete e-Health con un centro di alta eccellenza che un ospedale troppo generico). Il tema è ormai all’ordine del giorno.

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