2015 Ago
06

All’Istituto Nazionale Tumori di Milano, dopo un intenso lavoro che ci ha visto tutti impegnati per due mesi (giugno e luglio) è stato varato un progetto e-Health di grande rilevanza per la realizzazione del Dossier Sanitario dell’Assistito in ambito ospedaliero. Il Dossier, recentemente regolato da una normativa del Garante della Privacy, costituisce un tassello di fondamentale importanza per le reti regionali e-Health che generano il  Fascicolo Sanitario Elettronico del Cittadino, in quanto alimentano ‘verticalmente’, e in forma esaustiva lo stesso fascicolo. Il Dossier, a differenza del FSE che è uno strumento in rete del cittadino, è a disposizione del medico ospedaliero e ambulatoriale e raccoglie, in formato digitale, tutti dati del paziente in cura specialistica. È composto dalla cartella clinica elettronica di reparto e di ambulatorio e da tutti gli altri dati registrati dalle interazioni medici-paziente in ambito ospedaliero o specialistico di Asl, come dati di precedenti ricoveri o visite (anche quelli nativi cartacei, poi trasformati in pdf) o dati portati dal paziente in ospedale. Forma così un EPR (Electronic Patient Record) che si integra perfettamente con il FSE, in quanto l’interazione dinamica del due strumenti permette di garantire dati in tempo reale per la continuità assistenziale dentro l’ospedale e nel territorio di residenza o di vita. In ambito oncologico, dove opera l’INT, ciò acquista un particolare valore. Il progetto dell’Istituto Nazionale Tumori è realizzato, con moderne procedure di project management, mediante una ‘Matrice’ che aggrega 14 sotto-progetti. Essi seguono il percorso clinico del paziente (con sei progetti, dall’accettazione alla dimissione, alla presa in carico da parte della rete oncologica lombarda), organizzano i flussi di dati e informazioni per la ricerca scientifica  (l’INT è un IRCSS) e la governance aziendale. Un sotto progetto è interamente dedicato all’interoperabilità del flussi di dati interni e interno-esterno. Entro un anno il Dossier dovrebbe essere completato segnando una tappa importante nell’e-Health nazionale e nella Sanità ad alta comunicazione.

scritto da Mauro Moruzzi

2013 Dic
16

Nel 2014 si terranno due importanti corsi universitari di sul FSE. Uno di Alta Formazione ( Mitos: durata complessiva due settimane) promosso dall’Università Luiss di Roma assieme all’Università di Urbino con il patrocinio di Assinter Italia, Fiasol e FederSanità, che si terrà in tre step in sedi distinte: Urbino, Roma e Napoli. L’altro, un master della durata febbraio-giugno con lezioni quindicinali a fine settimana, promosso dall’Università di Bologna ( sede: Bologna) .
Sono due eventi formativi importanti di Alta Comunicazione, di Internet e Sanità, per dirigenti, quadri, progettisti, operatori sanitari e sociali, studiosi, laureati.

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scritto da Mauro Moruzzi

2013 Dic
08

Dal primo di novembre al 4 dicembre 5651 cittadini dell’Emilia Romagna hanno attivato il loro Fascicolo Sanitario Elettronico. in particolare a Bologna (1416) e a Modena (1989), le due città più attive.
Alcune annotazioni: a Bologna hanno attivato sul web l’FSE anche 144 studenti del Galvani; in questo Liceo cittadino proseguono con successo i corsi di attivazione e gestione del Fascicolo in collaborazione con Cup2000 per gli studenti maggiorenni delle classi di quinta.
Sempre a Bologna 94 cittadini hanno attivato l’FSE recandosi all’ufficio dell’URP comunale di Piazza Maggiore.
A Modena ha avuto successo il servizio di attivazione del Fascicolo nei grandi centri commerciali: ogni giorno oltre 100 cittadini l’hanno utilizzato.

scritto da Mauro Moruzzi

2013 Dic
02

In questi tempi difficili per la sanità, sorgono anche belle iniziative che ci fanno intravedere un futuro migliore.
In Piazza Maggiore n° 6 presso l’URP del Comune di Bologna i cittadini possono attivare il loro Fascicolo Sanitario Elettronico presentandosi, dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 18.00 e il sabato dalle ore 8.30 alle 13.30, con un documento di riconoscimento e un indirizzo personale email.

È anche attivo per gli anziani un corso per imparare a utilizzare Internet.
Le sessioni formative si tengono nella zona “Accesso WiFi Iperbole” dell’URP, in Piazza Maggiore n° 6.
Orario dei corsi:
– mercoledì 4 dicembre dalle ore 9.00 alle 10.30 e dalle ore 10.30 alle 12.00
– lunedì 9 dicembre dalle ore 9.00 alle 10.30 e dalle ore 10.30 alle 12.00
– mercoledì 11 dicembre dalle ore 9.00 alle 10.30 e dalle ore 10.30 alle 12.00.

Per maggiori informazioni: e-mail corsi.fse@cup2000.it, telefono 051/4208411.

Il servizio è frutto della collaborazione tra CUP 2000, il Comune di Bologna e l’Azienda Usl di Bologna.

scritto da Mauro Moruzzi

2013 Ott
18

In tutte le province dell’Emilia Romagna Cup 2000 ha, per conto della Regione, reso disponibile il Fascicolo Sanitario Elettronico per tutti i cittadini sul Web. Basta ritirare la Password in un punto Cup ( Le Aziende sanitarie hanno l’obbligo, ora anche per legge, di dare questo servizio al cittadino). I referti di visite ed esami arrivano direttamente sul Fascicolo e con il consenso del cittadino vanno automaticamente sulla cartella clinica elettronica del medico di famiglia. Oggi tutti questo è un diritto per tutti i cittadini.

Pagamenti e referti on line: in Gazzetta le regole per le aziende sanitarie

Il testo del Dpcm pubblicato in Gazzetta
Da novembre 2015 i referti medici e i relativi pagamenti da parte dei cittadini viaggeranno on line. A stabilirlo è il decreto del presidente del Consiglio dei ministri 8 agosto 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 243 del 16 ottobre 2013.

Il provvedimento prevede la consegna, tramite web, posta elettronica certificata e altre modalità digitali, compreso il fascicolo sanitario elettronico, dei referti medici e il pagamento on line delle prestazioni erogate dal Ssn. Tranne però le analisi genetiche. Mentre per gli accertamenti sull’Hiv valgono sempre le regole della legge 135/1990 che prevedono «ogni misura o accorgimento per la tutela dei diritti della persona e della sua dignità» da parte degli operatori sanitari o di chiunque altro venga a conoscenza di un caso di Aids.

Le modalità di consegna
Cinque le modialità di consegna possibili dei referti: a) fascicolo sanitario elettronico (Fse); b) web; c) posta elettronica; d) posta elettronica certificata anche presso il domicilio digitale del cittadino; e) supporto elettronico.

La prima applicazione
La fase di applicazione del Dpcm durerà non oltre 24 mesi e in questo periodo l’azienda sanitaria dovrà rendere comunque disponibili in modalità digitale referti, o le loro copie informatiche, relativi alle prestazioni di laboratorio, di microbiologia e di radiologia.

Il consenso informato
Le modalità di consegna le deciderà il cittadino interessato che dovrà anche dare il suo consenso informato al trattamento dei dati personali per i servizi di refertazione online. E in questo senso l’azienda sanitaria titolare del trattamento deve fornire un’informativa precisa sulle caratteristiche dell’offerta digitale della consegna, acquisire, appunto, il consenso al trattamento dei dati anche sanitari e consentirne la revoca del consenso in qualsiasi momento.

Pagamenti on line
Per i pagamenti on line valgono le regole previste dal Codice dell’amministrazione digitale e per consetire di utilizzare in modo completo il servizio le aziende sanitarie devono adottare procedure telematiche per il controllo delle esenzioni per patologia o per reddito.

La soddisfazione dei cittadini
Sempre in base alle regole del Codice dell’amministrazione digitale le aziende dovranno essere in grado anche di mettere in pista meccanismi per rilevare la soddisfazione dei cittadini per il servizio.

Le copie cartacee
Il cittadino avrà comunque sempre il diritto di ottenere, anche a domicilio, copia cartacea del referto digitale e del reperto digitale «senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica». E l’interessato può anche chiedere che la copia analogica del referto digitale e lo stesso reperto digitale, abbiano un contrassegno generato elettronicamente, che li identifichi «in maniera univoca» su tutto il territorio nazionale.

Consegna web
Il servizio deve offrire all’interessato la possibilità di collegarsi al sito Internet della azienda sanitaria per visualizzare online il referto digitale e effettuare una copia locale (download). L’allegato al Dpcm detta in questo senso le cautele e le regole di sicurezza che l’azienda sanitaria deve adottare.

Posta elettronica
Il servizio offre all’interessato la possibilità di ricevere il referto digitale, o una sua copia informatica, alla casella di posta elettronica che lui stesso indicherà. Anche in questo caso il Dpcm indica regole e cautele da parte dell’azienda.

Posta elettronica certificata
Stesso discorso che per la posta elettronica ordinaria, ma la consegna avverrà alla casella di posta elettronica certificata del paziante o al suo domicilio digitale.

I servizi aggiuntivi
L’azienda sanitaria potrà anche disporre una serie di servizi aggiuntivi per il cittadino. Tra questi i servizi di notifica, grazie ai quali l’interessato sarà avvisato tempestivamente della disponibilità del referto oltre che tramite posta elettronica, anche con l’uso si sms e il servizio di inoltro dei referti digitali a un medico indicato dal cittadino.

scritto da Mauro Moruzzi

2013 Ott
08

scritto da Mauro Moruzzi

2013 Set
05

Mi sembra interessante questo commento sulla recente approvazione della legge istitutiva del FSE in Italia

Quotidiano Sanità.it Martedì 10 AGOSTO 2013
DL “Fare”. Gelli (Pd): “Con il fascicolo sanitario elettronico una svolta per la sanità e il cittadino”
Il relatore del decreto in Commissione Affari Sociali della Camera illustra una delle parti di interesse sanitario del decreto approvato ieri in via definitiva dal Parlamento. Bene anche la semplificazione dei certificati sanitari: “Ma si poteva fare di più eliminandone molti ormai del tutto inutili”.
“Con l’approvazione definitiva del decreto “del fare” sulla sanità abbiamo raggiunto un risultato molto importante con il via libera al Fascicolo Sanitario Elettronico e un buon inizio sul tema della semplificazione”. Così Federico Gelli deputato del PD e relatore in sede di esame del decreto per la Commissione Affari Sociali della Camera, sottolinea in una nota i provvedimenti della nuova legge che riguardano la sanità.
L’art.17 introduce il Fascicolo Sanitario Elettronico – ha aggiunto Gelli – che rappresenta una importante innovazione di cui abbiamo bisogno per la sanità pubblica. Una piattaforma digitale dove saranno inserite le storie cliniche dei pazienti sempre online e fruibili in tempo reale da tutti i soggetti abilitati compreso il consenso o il diniego alla donazione degli organi, come avevo proposto con un mio specifico emendamento. Su questo punto – ha sottolineato – grazie al lavoro comune fatto nelle Commissioni di Camera e Senato, abbiamo ottenuto il miglior risultato possibile trasformando l’impostazione originale troppo centralista, con una infrastruttura che avrà come parte integrante le regioni e i centri di ricerca.
Per la sua progettazione e realizzazione, entro il 2015 – ha proseguito – sono stati stanziati 10 milioni subito e 5 milioni ogni anno dal 2015 e ora tocca all’Agenzia per l’Italia Digitale impegnarsi per definire i vari step con le regioni e rendere operativo il progetto. Un’altra importante novità del Fascicolo è l’istituzione del dossier farmaceutico che sarà aggiornato in tempo reale dalle farmacie per favorire la qualità, il monitoraggio e l’appropriatezza dei medicinali dispensati per garantire la sicurezza del paziente. Sul fronte della semplificazione, in particolare per l’abrogazione dei certificati sanitari inutili – ha proseguito il deputato democratico – con il decreto “del fare” possiamo dire di essere solo all’inizio.
In Commissione avevo proposto un emendamento, d’accordo con lo stesso Ministero della Salute, che prevedeva il taglio di molti certificati sanitari ormai inutili e obsoleti. L’emendamento non è poi passato e siamo riusciti ad abrogare solo due certificati. Quello che prevede l’obbligo per il personale addetto alla vendita di sostanze alimentari di essere munito di apposito libretto di idoneità sanitaria, ormai abrogato dalla stragrande maggioranza delle regioni, e quello per svolgere attività ludico motoria e amatoriale totalmente inutile. Per l’attività sportiva non agonistica rimane l’obbligo della certificazione ma abbiamo reso meno stringenti gli accertamenti sanitari dando discrezionalità al medico o al pediatra di base. La mia battaglia per la semplificazione non si ferma ovviamente qui – ha concluso Gelli – e la porterò avanti sia in sede di Commissione che in Aula perché la considero una questione di civiltà per migliorare la vita di cittadini.

scritto da Mauro Moruzzi

2013 Ago
10

C’è n’è voluta, ma con l’approvazione del decreto sul ‘Fare’ del Governo Letta il FSE è definitivamente legge dello stato italiano.
Entrò il 30 giugno 2015 tutti i cittadini italiani dovrebbero poter utilizzare il FSE.
Nella legge non mancano limiti e contraddizioni (il progetto non è di fatto finanziato, è presente il tentativo di creare una struttura burocratica centralistica con lAgenzia per l’Italia Digitale, ecc.).
Nonostante tutto questo è un successo se si pensa che fino a non molti anni fa eravamo veramente in pochi a sperimentare il Fascicolo Sanitario Elettronico del Cittadino, con l’incomprensione e anche, spesso, l’opposizione di tanti.
Queste le modifiche introdotte nell’ultima formulazione rispetto al testo precedente del decreto dell’Agenda Digitale della fine del 2012

L’articolo 17 è sostituito dal seguente:
«Art. 17. — (Misure per favorire la realizzazione del Fascicolo sanitario elettronico). — 1. All’articolo 12 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2, dopo le parole: “Il FSE è istituito dalle regioni e province autonome,” sono inserite le seguenti: “conformemente a quanto disposto dai decreti di cui al comma 7, entro il 30 giugno 2015,”;
b) dopo il comma 2 è inserito il seguente:
“2-bis. Per favorire la qualità, il monitoraggio, l’appropriatezza nella dispensazione dei medicinali e l’aderenza alla terapia ai fini della sicurezza del paziente, è istituito il dossierfarmaceutico quale parte specifica del FSE, aggiornato a cura della farmacia che effettua la dispensazione”;
c) al comma 6, le parole: “senza l’utilizzo dei dati identificativi degli assistiti e dei documenti clinici presenti nel FSE” sono sostituite dalle seguenti: “senza l’utilizzo dei dati identificativi degli assistiti presenti nel FSE”;
d) al comma 7, le parole: “con decreto” sono sostituite dalle seguenti: “con uno o più decreti” e le parole: “i contenuti del FSE e” sono sostituite dalle seguenti: “i contenuti del FSE e del dossierfarmaceutico nonché”;
e) al comma 15, dopo le parole: “dei servizi da queste erogate” sono aggiunte le seguenti: “, ovvero partecipare alla definizione, realizzazione ed utilizzo dell’infrastruttura nazionale per l’interoperabilità per il FSE conforme ai criteri stabiliti dai decreti di cui al comma 7, resa disponibile dall’Agenzia per l’Italia digitale,”;
f) dopo il comma 15 sono aggiunti i seguenti:
“15-bis. Entro il 30 giugno 2014, le regioni e le province autonome presentano all’Agenzia per l’Italia digitale e al Ministero della salute il piano di progetto per la realizzazione del FSE, redatto sulla base delle linee guida rese disponibili dalla medesima Agenzia e dal Ministero della salute, anche avvalendosi di enti pubblici di ricerca, entro il 31 marzo 2014.
15-ter. L’Agenzia per l’Italia digitale, sulla base delle esigenze avanzate dalle regioni e dalle province autonome, nell’ambito dei rispettivi piani, cura, in accordo con il Ministero della salute, con le regioni e le province autonome, la progettazione e la realizzazione dell’infrastruttura nazionale necessaria a garantire l’interoperabilità dei FSE.
15-quater. L’Agenzia per l’Italia digitale e il Ministero della salute operano congiuntamente, per le parti di rispettiva competenza, al fine di: a) valutare e approvare, entro sessanta giorni, i piani di progetto presentati dalle regioni e dalle province autonome per la realizzazione del FSE, verificandone la conformità a quanto stabilito dai decreti di cui al comma 7 ed in particolare condizionandone l’approvazione alla piena fruibilità dei dati regionali a livello nazionale, per indagini epidemiologiche, valutazioni statistiche, registri nazionali e raccolta di dati a fini di programmazione sanitaria nazionale; b) monitorare la realizzazione del FSE, da parte delle regioni e delle province autonome, conformemente ai piani di progetto approvati. La realizzazione del FSE in conformità a quanto disposto dai decreti di cui al comma 7 è compresa tra gli adempimenti cui sono tenute le regioni e le province autonome per l’accesso al finanziamento integrativo a carico del Servizio sanitario nazionale da verificare da parte del Comitato di cui all’articolo 9 dell’intesa sancita il 23 marzo 2005 dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 105 del 7 maggio 2005.
15-quinquies. Per il progetto FSE di cui al comma 15-ter, da realizzare entro il 31 dicembre 2015, è autorizzata una spesa non superiore a 10 milioni di euro per l’anno 2014 e a 5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2015, da definire su base annua con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze su proposta dell’Agenzia per l’Italia digitale”».

scritto da Mauro Moruzzi