I 10 anni della Rivista Salute e Società e il pensiero socio-tecnico

Al Dipartimento di Sociologia dell’Università di Bologna, nella Sala Poeti, abbiamo festeggiato e ricordato la rivista Salute e Società – edita Franco Angeli – diretta e animata con grande impegno da Costantino Cipolla. Ci siamo ritrovati tutti in quell’aula dove per tanti anni ha insegnato Achille Ardigò, il fondatore della scuola bolognese di sociologia sanitaria. La scuola non c’è più e la Rivista è stato l’unico e generoso tentativo di mantenerla in vita. In quella vecchia scuola è nata una importantissima riflessione sul pensiero socio – tecnico del tempo di Internet applicato alle trasformazioni del welfare. Ardigò, osservando i primi News Groups di Internet all’iniziò degli anni 90, si rese immediatamente conto delle straordinarie potenzialità della Rete, che rendeva possibile un enorme sviluppo della comunicazione peer to peer tra le persone senza la intermediazione sistemica della veccia informatizzazione. Le persone potevano entrare in un mondo ad Alta Comunicazione senza passare dalle strettoie organizzative e culturali dei sistemi organizzati, come, ad esempio, il sistema sanitario. Le informazioni ‘ambientali’, ovvero le aspirazioni, i desideri, le emozioni, le sofferenze della gente, de-materializzate (in bit) potevano essere conservate virtualmente in rete, rielaborate ‘neghentropicamente’ dai software e comunicate senza barrire spazio-tempo (alla velocità della luce), per poi essere ri-materializzate in un prodotto sistemico, come la cura e l’assistenza. La comprensione di questi moderno concetti del pensiero socio-tecnico del tempo di Internet richiede però un piccolo ‘adattamento culturale’ alla nuova dimensione (appunto, socio-tecnica) della società contemporanea, che non tutti sono disposti a concedersi (studiosi e manager compresi). Anche per quest’ultimo motivo va dato merito alla rivista Salute e Società di aver fatto un buon lavoro; ma per le stesse ragioni dovremo tutti chiederci – Università di Bologna compresa – perché non c’è più la scuola di sociologia sanitaria di Achille Ardigò.

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