Il dibattito sul Futuro di Cup2000 SPA

Continua, acceso, il dibattito sul futuro di Cup2000 SPA e sul Piano Strategico approvato dal Comitato di Pilotaggio. Sulla stampa cittadina sono intervenuti ancora sindacalisti ed esponenti politici. I 600 dipendenti della società si stanno preoccupando non solo del loro futuro occupazionale – come spesso si legge e come sarebbe naturale – ma anche di quello dell’azienda in cui si riconoscono con orgoglio. E questa è una cosa bella. Bisogna aver rispetto di chi è orgoglioso del proprio lavoro e dell’azienda in cui è occupato. Non capita spesso.
Qualcuno continua domandarsi dove è il problema, avendo l’azienda chiuso i propri bilanci in pareggio per 17 anni.
Ho partecipato a tutte le riunioni del Comitato di Pilotaggio e ho discusso animatamente, in questi mesi, con i dirigenti della sanità regionale e con quelli comunali, con i sindacati e i lavoratori. Credo, per esperienza vissuta, di essere nella condizione di dare una risposta a questo interrogativi
Lascio stare, ovviamente, le provocazioni: quelle messe in giro in modo diffamatorio sui nostri bilanci e i sui nostri costi dei servizi. Abbiamo già risposto con dati alla mano. Prendo atto che nel piano strategico non se ne fa cenno, per fortuna.
Il problema non è nemmeno il numero dei dipendenti o, come si dice in gergo, la lunghezza della filiera produttiva.. Anche se gli occupati di un’impresa che va bene sono sacri e la loro professionalità va tutelata. Su questo punto il piano strategico fa un passo avanti.
Il problema è invece l’azienda in quanto tale. Quella che è oggi dopo un lungo cammino. La sua autonomia e la sua identità come impresa straordinariamente innovativa. Per certi versi, unica nel suo genere.
Scrivono – in L’età ibrida, un libro pubblicato da Codice che vi consiglio di leggere – Ayesha e Parag Khanna, due guro delle maggiori istituzioni finanziarie mondiali: ‘senza le aziende IT i governi non sarebbero in grado di accedere ai dati e di gestirli’. Ma di quali aziende I T – Information Technology – essi parlano? Non certo di quelle che vendono software, hardware o connettività. O delle tante società di consulenza che conosciamo, pubbliche e private.
I Khanna – lo si capisce leggendo il libro – parlano di ben altro, di network-company come Cup2000. Aziende che creano le condizioni per amministrare il futuro. In questo caso il futuro della sanità.
Cup 2000, prima con i Cup e le reti e-Care, oggi con il Fascicolo Sanitario Elettronico ha creato le basi per accedere e gestire i dati (i big data) della sanità, cioè le informazioni dematerializzate che rivoluzioneranno l’assistenza. Anzi, la stanno già rivoluzionando.
Questo è quello che l’azienda fa già oggi. Non bisogna inventarne un’atlra.
Se l’attuazione del piano strategico parte da qui, allora il progetto è valido e l’orgoglio dei nostri dipendenti ha un senso.
Se, invece, il piano viene curvato per fare di Cup2000 un delle tante agenzie controllate dalla burocrazia pubblica ( ne abbiamo già una quindicina in regione!) allora c’è da preoccuparsi, non solo per l’occupazione dei dipendenti di Cup.

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