Il mio nuovo libro edito da il Sole 24Ore

Edito da Il Sole 24Ore, è appena uscito dalle stampe il mio nuovo libro Il Fascicolo Sanitario Elettronico in Italia. La sanità ad alta comunicazione questa volta scritto a più mani.
Ringrazio i coautori di quest’opera: Giulia Angeli, Loris Baraldi, Federico Calò, Roberta Francia, Teresa Gallelli, Manuela Gallo, Cesare Osti e Simona Rimondini.
Il FSE è molto di più di uno sviluppo tecnologico delle reti di sanità, è un traguardo verso una sanità e un mondo ad alta comunicazione; un gigantesco progetto di dematerializzazione della conoscenza per la cura del corpo, finora conservata nei documenti cartacei della burocrazia sanitaria.

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2 risposte a "Il mio nuovo libro edito da il Sole 24Ore"

  1. Spett. Dott. Moruzzi,

    sto scrivendo una tesi sull’E-Health (laurea specialistica in economia) e ho
    scaricato molti materiali dal sito http://www.e2012.gov.it. In calce ad ogni
    progetto dell’obiettivo Sanità (n. 4) sono indicate delle cifre di
    investimenti in milioni di Euro. Dopo aver letto una notizia battuta da
    ADNKronos
    (http://www.iltempo.it/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMTEwNzE4MTQxNTMxLnhtbCI7fQ==) volevo farLe una domanda: se vero
    quanto rileva l’Osservatorio ICT in sanità del Politecnico di Milano, e cioè
    che soltanto l’1% del budget di spesa totale viene investito in tecnologie
    dell’infomatiche per la comunicazione (dato al di sotto della media UE), non
    ritiene che le risorse economiche destinate al piano E-Government in ambito
    sanitario siano piuttosto scarse?

    La ringrazio per la gentile attenzione,
    Distinti Saluti.

    1. Premesso che i dati da più parte riportati non sono sempre attendibili, concordo senz’altro sul fatto che le risorse impiegate e messe a disposizione dei programmi e-Health in Italia sono minime. Come vede ho detto e-Health ( cioè reti internet per l’alta comunicazione in sanità) e non Ict, con cui generalmente si identificano le ‘tecnologie informatiche’. La differenza è culturale e sostanziale, se si pensa che in trenta anni di informatica sanitaria italiana lo sforzo dell’offerta ( industrie e mercato) e della domanda (aziende sanitarie, regioni, ministeri) è stato prevalentemente orientato all’acquisto di hardware, software e costosa connettività, anziché alla realizzazione di reti e-Health ( come, per intenderci, la rete SOLE in Emilia Romagna o SISS in Lombardia, o i sistemi CUP, ecc..). Ma con il Fascicolo Sanitario Elettronico tutto è destinato a cambiare. Investire in alta comunicazione e l’unico modo per razionalizzare con senso (per i cittadini utenti) la sanità, permettendo una condivisione di dati tra medici di base, specialisti e ospedalieri ( e cittadini) che innesca giganteschi processi di de-ospedalizzazione e di appropriatezza.

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