L’ e-Care, segnali

Fa piacere leggere su Kataweb che il presidente di Socitel – neonata società di telemedicina – Gennaro Di Genova, dichiari : “L’ e-Care può consentire un ingente risparmio economico per il Sistema Sanitario Nazionale e, allo stesso tempo, migliorare la qualità di vita dei malati. Allo scopo di prevenire un ulteriore affollamento delle strutture sanitarie occorre introdurre, allora, nuovi modelli assistenziali che mettano a frutto le potenzialità offerte dal progresso tecnologico in campo sanitario. E la telemedicina rappresenta il primo passo in tal senso”.
La cultura e-Care sta prendendo piede anche in Italia e perfino a Roma. Non è più un’esclusiva dei paesi del Nord Europa (e di Bologna!). Ci siamo sentiti un po’ soli, noi di Cup2000 – e-Care, in tutti questi anni. E’ della fine degli anni 90 l’avvio di una progettualità e-Care a Bologna (riferimenti nel mio  Reti del Nuovo Welfare, pag. 194). Il primo progetto e-Care è stato presentato al Comune di Bologna nel marzo 2002. Nel dicembre 2004 i Sindaci di Bologna (Sergio Cofferati) e di Ferrara (Gaetano Sateriale) scrivono alla Società Cup 2000 dichiarandosi interessati ad un centro servizi e-Care per la presa in carico degli anziani non autosufficienti nei loro comuni. E’ il primo segnale di concreto interesse del mondo politico e istituzionale italiano alle applicazioni e-Care nelle politiche del governo locale.
Il tema è argomento di un dibattito al Forum PA di Roma lunedì 21 maggio prossimo, alle ore 15.

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