La sanità delle regioni si riorganizza. Tanta razionalizzazione o un po’ diinnovazione. Si possono eliminare le scatole cinesi della burocrazia?

Il Veneto riorganizza la sanità (link sotto). L’ha fatto anche la Lombardia e altre regioni (l’Emilia R. con l’AUSL unica della Romagna, che appare  un po’ in contrasto con il mantenimento della micro AUSL di Imola per ragioni, si dice, ‘politiche’!). Altre regioni hanno rimaneggiato la struttura organizzativa della sanità per creare efficienza, risparmiare sui costi. Ma servono tutti questi cambi di scatole cinesi grandi e piccole? Leggendo quello che hanno deciso in Veneto si scorgono due tendenze: una alla razionalizzazione con espedienti vari (super-manager dotati di poteri straordinari – Sic! – ASL ‘Zero’ che non si capisce cosa sia visto che la riforma del 1978 ha creto queste strutture per curare la gente); una all’innovazione (medicina di gruppi, strutture de-ospedalizzate, continuità assistenziale, ecc.). È però scientificame dimostrato che innovazione e razionalizzazione burocratica non riescono a convivere. Le aziende produttrici di servizi che hanno innovato il loro rapporto con gli utenti (il cosiddetto ‘consumer’) lo hanno fatto creando strutture a bassissima burocrazia. In altre parole sbaraccando le bordature burocratiche pletoriche di direttori e vice direttori. Vi immaginate Google o Apple con tutte le scatole e le procedure  burocratiche delle ASL? La sanità pubblica deve decidere quello che può garantire ai cittadini, non solo cure importanti ma percorsi di prevenzione è presa in carico (la cosiddetta sanità pro-attiva) e poi fornire queste prestazione in totale trasparenza e con filtri burocratici minimi, utilizzando la Rete (eHealth): Cup che ti assegnano automaticamente la visita, referti che ti arrivano a casa e non devono essere ‘ritirati’ e tanti call center che ti chiedono ‘come stai?’. È possibile? Si, con una piccola rivoluzione post-burocratica che rimetta il cittadino al centro del sistema ed elimini l’80% delle scatole cinesi della burocrazia. Questo sarebbe il compito della politica. 

Veneto, così la nuova Sanità

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