Reti e pensiero razionalista

E’ uscito in libreria il n° 3/2008 della Rivista Salute e Società (a cura di F. M. Battsiti e M.Esposito). In questo numero è pubblicato il mio Fascicolo Sanitario Elettronico Personale e reti e-Health. Appunti per un’analisi della sanità di Internet. Al corso di laurea in Sociologia dell’Organizzazione (Università di Urbino, Facoltà di Sociologia, sede di Pesaro), iniziato ai primi di ottobre, si è riflettuto sul testo di N. Luhmann Organizzazione e decisioni, pubblicato in lingua italiana nel 2005 (Bruno Mondadori Editore, 2005). C’è connessione tra lo studio di Luhmann e le problematiche delle reti e-Health. Le reti sono organizzazioni che producono comunicazione (dati-informazioni più o meno strutturate) con straordinaria potenza (tecnologica). Ogni operazione dell’organizzazione riferita a se stessa o all’ambiente di riferimento (nella sanità, gli assistiti) è fatta di decisioni e comunicazionie. Si comunica nell’organizzazione, dentro l’organizzazione (comunicazione potenziata dalle reti intranet) e si comunica con l’ambiente. L’ambiente, a monte e a valle, è fatto di persone e di organizzazioni, ovvero di persone specificate (assistiti, pazienti) o integrate (dipendenti, collaboratori). Le decisioni sono il motore del flusso comunicativo interno-interno o interno-esterno che alimenta la vita relazionale, l’energia dell’organizzazione (ad esempio di un sistema sanitario locale). Questo sistema si forma, si organizza razionalmente. Una riduzione di complessità che crea la razionalità organizzativa; ma la razionalità (che si oppone al caos ambientale) crea le barriere comunicative con l’ambiente, con i cittadini; più un’organizzazione è razionale, più è chiusa ai cittadini; più è intelligentemente caotica (complessa), meglio è in grado di relazionarsi (di comunicare) con l’ambiente e comprendere i bisogni della gente. Il pensiero razionalista è alla base dell’asimmetria tra organizzazioni e persone vitali, anche in sanità e nel welfare state. Il pensiero razionalista ha impresso il suo conio in grande parte della burocrazia pubblica e industriale. C’è perfino un filo sottile che collega l’antirazionalismo organizzativo (pensiero basato sul valore della complessità e del caos) al pensiero mistico: il mistico, ancor più del complesso, parla e comprende il mondo vitale della gente. Solo così, forse, è possibile avvicinarsi alla parabola culturale di Achille Ardigò.

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