e-Care ed emergenza caldo

Anche oggi ha fatto un gran caldo in città. Siamo chiusi negli uffici con l’aria condizionata. Ma non tutti hanno questa possibilità, come gran parte degli anziani che vivono soli e con una pensione al minimo. Le persone ultra-settantenni sono a Bologna più di 75 mila e crescono continuamente. Molti di questi anziani sono disabili o non del tutto autosufficienti (più della metà). Anche in altre grandi città la situazione è analoga. A Milano – come abbiamo letto in un bel servizio di Teresa Monestiroli su La Repubblica di domenica – metà dei nuclei familiari è composto da una sola famiglia (333.395, su un totale di 676.907 famiglie). La solitudine, quasi sempre, non è una scelta ma una situazione imposta. Umberto Galimberti, uno studioso molto noto, sullo stesso servizio de La Reppubblica, citando ricerche Usa 2005, scrive che “dopo 10 anni di solitudine la possibilità di contrarre gravi malattie è doppia” e Francesco Zayczyk, sociologo urbano dell’Università Bicocca, dichiara “sempre più le giovani coppie lasciano la città per la provincia quando decidono di fare figli”. Una città, quindi, molto calda ma anche molto anziana. Allora, promuovere e far funzionare al meglio una rete e-Care, che comunica con le famiglie bisognose di aiuto, a casa loro, diventa una necessità urgente e non solo una scelta lungimirante di buona sanità. Se andate su http://www.cup2000.it/e-care/speciale.asp troverete due buone esperienze e-Care attive per l’emergenza caldo a Bologna e a Ferrara, volute dai rispettivi Comuni.

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