2013 Lug
10

Ieri nella sala del Palazzo del Podestà a Bologna si è concluso l’iter per la definizione del Piano per l’area metropolitana bolognese. Nell’ambito del progetto per lo sviluppo della futura Città Metropolitana è stato dato forte risalto alla sanità (Bologna era, e dovrebbe continuare ad essere, un polo di eccellenza) e anche al Distretto di sanità elettronica, proposto da CUP 2000.
Il Distretto è stato approvato come progetto metropolitano. La cosa mi ha fatto molto piacere, perché da tempo la nostra Società si sta impegnando affinché Bologna diventi un polo nazionale e europeo dell’e-Health.
Il Cup, le reti e-Care e soprattutto il FSE sono prodotti, come noto, “made in Bologna”.
Anche l’Assessore Simonetta Saliera, Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, intervenendo al convegno, ha sottolineato l’importanza di questo distretto per il futuro industriale bolognese. E’ un fatto indubbiamente apprezzabile.

scritto da Mauro Moruzzi

2013 Mar
01

L’Ambulatorio Biavati della Confraternita della Misericordia di Bologna (Strada Maggiore 13) ha reso noti i dati della sua attività nell’anno 2012. L’associazione opera con lavoro esclusivamente volontario di medici e operatori e fornisce assistenza medica alle persone in condizioni di grave marginalità, tutti i giorni dell’anno, domenica e feste comprese. Nel 2012 ha effettuato in modo assolutamente gratuito e senza alcun filtro burocratico – ci si presenta direttamente all’ambulatorio al pomeriggio, dalle 17.30 alle 19 – 6307 visite mediche a 3176 persone bisognose, 866 delle quali mai visitate prima. La stragrande maggioranza sono immigrati, spesso irregolari, provenienti da paesi extracomunitari; solo il 6% sono indigenti italiani. Un tempo la maggioranza erano ‘barboni’, poveri della nostra città. L’ambulatorio fornisce gratuitamente anche i farmaci.
Forse anche la sanità pubblica avrebbe molto da imparare da questa esperienza che non conosce burocrazia e tempi di attesa.
Poi, aggiungo, il vero volontariato opera così, lontano dai palcoscenici della politica, delle istituzione e dei media, con un lavoro pressoché anonimo di tante brave persone.

scritto da Mauro Moruzzi

2011 Ott
01

C’è discussione sulle liste di attesa x visite specialistiche ed esami a Bologna. La Repubblica ha pubblicato ieri ed oggi due servizi. Lascio fotocopia di un mio commento su La Repubblica di venerdì e ribadisco: i tempi di attesa bolognesi non sono peggiori che altrove. Anzi. Il sistema CUP Metropolitan offre quasi sempre una soluzione in tempi accettabili presente sul territorio della provincia (a Bologna o nei comuni bolognesi) o in strutture private convenzionate (tra le quali figurano le cosiddette agende di garanzia). Sommando queste due opportunità-disponibilità (a spostarsi sul territorio e a usufruire delle agende di garanzia acquisite dalla AUSL di bologna dai privati accreditati come servizio pubblico, anch’esse prenotabili al CUP) si può quasi sempre trovare una buona soluzione. Penso che con l’introduzione del Fascicolo Sanitario Elettronico, che permette ai medici, al cittadino e agli amministratori una miglior programmazione nell’utilizzo delle prestazioni e delle strutture sanitarie, la situazione potrebbe ancora migliorare sensibilmente.

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scritto da Mauro Moruzzi

2011 Ago
20

Da metà agosto è attivo presso Cup2000 ( via Borgo di San Pietro 90/c, orario di ufficio, rivolgersi in portineria) il primo sportello, aperto al pubblico, che permette al cittadino di attivare il FSE. Per ottenere l’attivazione del proprio Fascicolo personale è sufficiente presentarsi con un documento di identità e la disponibilità di un indirizzo email personale. Verrà immediatamente inviata una e mail contente una password provvisoria con la quale, da sito www.fascicolo-sanitario.it, si apre il proprio FSE. Viene poi richiesto di scegliere una nuova password che sarà conosciuta solo dal cittadino interessato. Ogni accesso al Fascicolo è ‘tracciato’ e verrà inviato un sms (se l’utente ha lasciato il numero del proprio cellulare) di notifica. Una volta attivato il Fascicolo personale sul web, raggiungibile dal pc o anche dal telefonino e dalle tavolette elettroniche collegate a Internet – come l’iPad – digitando la password, il sistema andrà automaticamente a cercare tutti i dati sanitari presenti nelle 17 aziende sanitarie della regione (referti di visite ed esami, lettere di dimissioni dagli ospedali e dal pronto soccorso, ecc.). È possibile personalizzare il Fascicolo con proprie annotazione, caricando documenti sanitari presenti ne nostro pc, inserire nell’agenda del FSE gli appuntamenti del CUP, attivare automaticamente la prenotazione di un esame o di una visita con il CupWeb e il pagamento di un ticket con il ‘pagamento on line’.
Questa apertura, a Bologna, del PRIMO SPORTELLO è un po’ un evento storico: forse è il primo in Italia e speriamo che presto, in tutta la regione, le Asl attivino sportelli analoghi, abilitando anche il punti CUP per dare a tutti i cittadini l’opportunità di utilizzare il Fascicolo Sanitario Elettronico, una delle più importanti innovazioni sanità italiana ed europea.

scritto da Mauro Moruzzi

2007 Dic
08

Venerdì mattina eravamo tutti in Strada Maggiore a Bologna, all’Ambulatorio Biavati, per la premiazione di medici e volontari che gratuitamente curano i poveri. C’erano, attentissimi, il Sindaco Cofferati e il Cardinale Caffarra e tantissime altre persone. E’ stata anche inaugurata la sala del centro (dedicata alla Madonna di San Luca). Il presidente del Biavati Marco Cevenini ha usato parole forti per far capire che in città c’è gente, sempre più numerosa, che non sa dove andare a curarsi e a dormire e che si stanno diffondendo nuove malattie della povertà. Io penso che, paradossalmente, questo sia il fenomeno tutto sommato più visibile, la punta dell’iceberg: in realtà ci sono ancora più famiglie a redditi bassi (quelle che vivono di stipendi da 1000 euro al mese) e medio-bassi che hanno serie difficoltà ad accedere ai servizi sanitari e sociali. Il problema di ripensare all’organizzazione dei servizi in funzione dell’utenza (quella reale, non quella che immaginiamo o che c’era 20 anni fa) è di grande attualità. Una buona sinergia tra iniziative di solidarietà (vere, basate sul lavoro volontario totalmente gratuito, come quella del Biavati di Strada Maggiore) e il pubblico, potrebbe essere una formula vincente. Ma ci sono ancora, nel pubblico, molte resistenze.

scritto da Mauro Moruzzi

2007 Set
29

In risposta agli utenti che ci hanno scritto, ricevo dal servizio statistico di CUP 2000 e trascrivo i seguenti tempi di attesa minimi per esami, in giorni, registrati direttamente al Cup di Bologna venerdì (ieri). I dati sono reali, ma non ufficiali, quindi vanno sempre confrontati e verificati con quelli forniti dalla ASL di Bologna, alla quale l’utente interessato deve comunque rivolgersi per ogni eventualità: – colonscopia con endoscopio flessibile (pancolonscopia): 18 (osped. S.Orsola–Malpighi) – intervento alla cataratta: 131 (ospedale Maggiore) – citologico-urine: 3 (ospedale Maggiore) – visita odontoiatrica: 4 (poliambulatorio S. Lazzaro di S.), 14 (Carpaccio di Bologna) – visita ortopedica: 4 (casa di cura accreditata), 4 (poliambulatorio S. Lazzaro di S.) – miceti (esame dermatologico): 3 (osp. di Bentivoglio), 4 (osped. S.Orsola–Malpighi

scritto da Mauro Moruzzi

2007 Set
28

La gente, giustamente, diventa sempre più esigente in fatto di salute. Non si accontenta di quello che dicono i funzionari della ASL, i medici in ospedale, gli sportellisti del CUP. Vuole capire e vederci chiaro. Trova assurdo dover aspettare due o tre mesi, o di più, per una visita. E’ un segno dei tempi e forse qualcosa di più: una rivoluzione che si sta propagando, nella società in rete, ovunque, dalla sanità al mecrcato, alla politica. Riceviamo in questi giorni diverse lettere sui tempi di attesa in sanità, troppo lunghi anche a Bologna. Alcune di queste lettere sono state pubblicate dai quotidiani (Antonlla Pieri su La repubblica, Giorgio Dall’Olio e il signor g.r. su Il Carlino). A parte alcune curiosità (il signor g.r. afferma di aver prenotato in un breve lasso di tempo, da giungno, qualcosa come intervento di cateratta, una pancolonscopia, tre esami urinari, un’ecografia renale e una visita odontoiatrica!), il problema è reale. Ma purtroppo non riguarda il Cup di Bologna o CUP 2000: noi siamo un sistema elettronico di prenotazione, avanzatissimo, ma i tempi di attesa per visite ed esami del servizio sanitario pubblico vengono stabiliti dalla ASL di Bologna, dal Policlinico S.Orsola Malpighi e dall’Istituto Ortopedico Rizzoli. Recentemente abbiamo programmato una presa in carico dell’utente: lo richiamiamo a casa automaticamente non appena si libera un posto nell’agenda medica interessata. Ho richiesto dati precisi al servizio statatistica del Cup sui tempi che bisogna aspettare per le visiste e gli esami segnalati dagli utenti. Nel blog metterò tra breve questi dati, per verificare se coincidono con quelli indicati nelle lettere di protesta. Ovviamente spetterà alla ASL la risposta ufficiale all’utente.

scritto da Mauro Moruzzi