Ai nuovi poveri della sanità serve il fascicolo sanitario elettronico

In questi giorni i dati della crisi ci danno uno spaccato allarmante del Servizio Sanitario Nazionale.
Prima Emergency poi la stampa nazionale (Repubblica di oggi: “Gli esodati della sanita così due milioni di persone decidono di non curarsi”) parlano di milioni di italiani che non riescono a utilizzare il SSN perché con un reddito medio basso non sono esenti dai ticket e non hanno le condizioni economiche per la compartecipazione al costo delle prestazioni o per accedere alla libera professione medica, dati i lunghi dati di attesa della sanità pubblica. Molte di queste persone o non si curano o cercano espedienti e rimedi nel volontariato e nella sanità privata. In questo caso risulterebbe di grande utilità la diffusione del FSE a tutti i cittadini, come avviene in Emilia Romagna (ma siamo ancora lontani da una diffusione massiva) e come previsto da una legge nazionale del dicembre 2012. Queste persone, che in genere non hanno grossi problemi ad accedere al web, attraverso il FSE potrebbero avere un riscontro e una certificazione ufficiale del rapporto tra problemi di salute e cure fornite dal SSN. Con il collegamento tra il FSE e il CUPWeb potrebbero usufruire di una certificazione formale anche nel rapporto tra necessità diagnostiche e di cura e disponibilità presenti nella sanità pubblica. Un modo per mettere i medici di famiglia e gli operatori della sanità pubblica, compresi gli assistenti sociali, nella condizione di conoscere effettivamente le reali situazioni di bisogno dei cittadini. Un modo per ampliare la tutela legale a queste persone. Capisco che in questa prospettiva il FSE potrebbe apparire scomodo per i dirigenti della Sanita pubblica, i quali tra l’altro non sono i diretti responsabili dei tagli e delle carenze. Ma ritengo irrinunciabile al tempo di internet fornire, come prevede la legge sull’Agenda Digitale italiana, un efficace strumento di tutela ai cittadini. Questo ci spinge a sollecitare in ogni modo e con ogni mezzo la diffusione del fascicolo offrendo a tutti gli assistiti la possibilità di conoscere e accedere facilmente alla loro My Page di salute che, in regioni come l’Emilia Romagna è tra l’altro già presente in rete.

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